5 Gennaio 2008

Scattano i saldi, mai così in anticipo “I prossimi facciamoli prima di Natale“

Scattano i saldi, mai così in anticipo “I prossimi facciamoli prima di Natale“
Oggi il via nelle grandi città. E la voglia di liberalizzarli fa proseliti

ROMA – Le lunghe attese davanti ai negozi, presto presto prima che aprano all`inizio dei saldi, non le fa più nessuno. I clienti, quelli speciali, hanno già ricevuto inviti e sms per comprare in anticipo con lo sconto. Ma anche a tutti gli altri non si nega un (illegale) ma seduttivo ribasso in vista dell`autorizzata vendita di fine stagione. Molti sono andati all`outlet per fare più veloce, molti altri non hanno proprio messo mano al portafogli. Crisi dei consumi, stili di spesa che cambiano, la concorrenza di internet. Eppure i saldi, che hanno esordito già da alcuni giorni in alcune città (Napoli), sono un pezzo di Italia, conservano il loro fascino, anche se un po` retrò: la gente lo chiede, quando iniziano? Oggi a Roma e Milano, Torino e Palermo, e in molte altre città. è la seconda grande tornata dell`evento nazionale “tutto in svendita“. Chissà se dura, se l`appuntamento biannuale ce la farà a superare il 2008: i commercianti hanno attese positive sulla ripresa degli acquisti, dopo essersi lamentati di un Natale magro. I consumatori sono assai disillusi, dicono che soldi in giro non ce ne sono e che saranno un flop anche le offerte in vetrina col segno meno (20, 30, persino 70 per cento). Sullo sfondo, il nodo liberalizzazioni: lo chiedono da molto i cittadini e le associazioni a protezione dei consumatori, adesso anche le imprese, tradizionalmente più conservative, si stanno convincendo che lo sconto libero, ben al di là delle date oggi imposte per legge (e dalle Regioni e dai Comuni), conviene. Renato Borghi, presidente di Federazione moda Italia: “La tendenza è avvicinarsi al modello inglese: lì partono subito dopo Natale. Molti in Italia vorrebbero anche prima. O addirittura fare come in America, dove è possibile spalmare su tutto l`anno le promozioni. Anche i commercianti stanno diventando più elastici, lo dimostra uno studio che proprio oggi rendiamo pubblico: la gran parte di chi compra e vende è favorevole a un cambiamento delle regole, chissà se già in estate non si riesca a trovare un accordo. Si dovranno discutere le formule, per me dovrà però essere mantenuto il principio della fine stagione“. I calcoli di Confcommercio prevedono che 11,9 milioni di famiglie spenderanno in media poco più di 500 euro per abbigliamento e accessori. Il Codacons è molto meno ottimista: flessione degli acquisti tra il 5% ed il 10% rispetto allo scorso anno e una spesa pro-capite in calo a 125 euro. Il vicepresidente, Gianluca Di Ascenzo: “Congiuntura economica difficile, caro-vita particolarmente sentito, la concorrenza di spacci e outlet: tutto questo deve portarci a trovare nuove strade per stimolare il commercio, tutelare le persone. Che sono sempre più mobili, si spostano dove c`è l`occasione snobbando i saldi. Serve trasparenza, una regolamentazione più moderna che sia al passo con abitudini molto diverse rispetto anche solo a qualche anno fa“. Quando cioè il capo diventava subito fuori moda, invece adesso tutto è un corso e ricorso, revival, riciclo. Prima, vent`anni fa, bisognava aspettare marzo per prendere in promozione l`abitino a prezzo pieno proibitivo. Prima non c`era eBay, né altri siti che ora fanno del consumatore un cacciatore autarchico del confronto e dello sconto. Il low cost è filosofia recente, e funziona. “E così si è cominciato ad anticipare sempre di più i saldi, ma evidentemente non basta“ prevede Carlo Pileri, presidente dell`Adoc. “Spremere sotto le feste le famiglie non si può più, disponibilità economica e consapevolezza non lo permettono, e per fortuna. Si andrà forse oltre la liberalizzazione, l`abolizione stessa del vecchio concetto dei saldi“. Non del tutto addio, ma almeno al 50 per cento sì.

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