5 Gennaio 2008

Inflazione ai massimi dal 2003 Pane e pasta guidano i rincari


Inflazione ai massimi dal 2003 Pane e pasta guidano i rincari

A dicembre, dice l`Istat, il costo della vita è salito ai massimi dall`ottobre 2003: +2,6%. Nel frattempo i salari sono fermi e per molti italiani arrivare alla fine del mese è diventata un`impresa impossibile. Ormai siamo arrivati al punto che persino generi di largo consumo, come il pane e la pasta, stanno diventando sempre meno accessibili per le tasche di gran parte della popolazione. Tra poco ci toccherà scegliere tra il pieno di benzina e il frigorifero vuoto. Colpa del caro petrolio, certo, ma non solo: se in Italia c`è un allarme sui redditi, è per la continua perdita di potere d`acquisto delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti. E` questa la vera questione politica su cui il governo si gioca la propria sopravvivenza, a cominciare dal tavolo con le parti sociali che prende il via la prossima settimana. Dopo la minaccia di sciopero generale lanciata di recente dal segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, i dati resi noti ieri non hanno fatto altro che rafforzare le preoccupazioni dei sindacati. Tra l`altro è opinione comune che le statistiche ufficiali diano del costo della vita una rappresentazione sottostimata. Basti pensare che, secondo l`Istat, nel 2007 l`inflazione media annua si sarebbe attestata a +1,8%, il dato più basso dopo il 1999, quando fu pari all`1,7%. Secondo Adusbef e Federconsumatori, invece, l`inflazione reale “si può stimare ben oltre la soglia del 3% (3,4-3,5 % su base annua), pari a maggiori spese per 994 euro per le famiglie (senza contare, doverosamente, l`aumento dei mutui a tasso variabile che ha inciso rovinosamente sui bilanci familiari)“. E` perciò significativo il fatto che questa volta, almeno a livello congiunturale, il quadro che emerge sia tutt`altro che rassicurante. Ad impressionare, in particolare, è il balzo in avanti dei prezzi di alimentari e carburanti, con un picco di +12,3% su base annua per il pane e del 15,4% per il gasolio. Corre anche la pasta, che sale dell`8,4%, mentre il segmento latte, formaggi e uova fa registrare un aumento su base annua del 5,7%, con il latte da solo che sale del 7,6%, sempre su scala tendenziale. La carne segna un aumento del 3,5% con un picco del 7,3% tendenziale per il pollame, mentre la frutta sale del 4,8%. Passando al comparto energia, a dicembre i prezzi della benzina aumentano dell`1,5% su base mensile e dell`11,6% su base annua. In aumento anche i prezzi dei combustibili per la casa (riscaldamento), con un +1% su novembre e un +13% su dicembre 2006. La componente regolamentata (luce, gas) è invece stabile sul mese e fa registrare un calo dell` 1% sull`anno. Non così per i prezzi di ristoranti e bar, saliti del 3,5% su base annua. A proposito delle polemiche sul paniere Istat, sa di beffa l`effetto di contenimento sul tasso d`inflazione degli apparecchi telefonici, con un calo dei prezzi del 2,9% su novembre e del 7% sull`anno. Come a dire: “la benzina mi costa cara ma almeno posso telefonare“. Il risultato è che, a seguito dei rincari, si sono ridotte le quantità di beni acquistati dalle famiglie. Tra gli spostamenti più significativi – secondo stime elaborate da Coldiretti su dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi 9 mesi 2007 – si registra un calo nei consumi di pane (-7%), pasta di semola (-4,3%), latte fresco (-2,2%), vino (-8,4%), frutta (-2,6%), verdura (-2,6%), olio di semi (-5,9%), carne bovina (-4%) e suina (-4,6%), mentre si comprano di più la carne di pollo (+ 6,2%), le uova (+ 5,3%) e lo yogurt (+ 4,2%). “Con un`inflazione a questi livelli – denuncia il Presidente Codacons, Carlo Rienzi- e con le quotazioni record del petrolio, aumenterà di certo il numero delle famiglie in stato di povertà, che se nel 2006 secondo l`Istat erano 2 milioni 623 mila, nel corso del 2008 potrebbero raddoppiare e raggiungere quota 5 milioni“. Come intervenire? Il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero indica la strada al governo: “Occore da un lato – propone Ferrero -impegnare le risorse necessarie per aumentare i redditi e le pensioni medio-bassi. Dall`altro, convocare gli organismi della grande distribuzione per decidere il blocco dei prezzi per tutto il 2008, condizionando gli aiuti alla grande distribuzione al blocco stesso. Solo così – afferma il ministro – si potranno redistribuire le risorse e incidere concretamente sulle conseguenze dell`inflazione sui ceti più deboli“. Getta acqua sul fuoco il ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani: “Il fenomeno è preoccupante a livello mondiale ma nella stessa Europa il tasso di inflazione – ricorda – resta superiore al nostro (+3,1% a dicembre, il dato diffuso ieri da Eurostat ndr )“. Ciò non toglie, aggiunge Bersani, che in Italia bisogna “fare di più“ contrastando eventuali speculazioni, approvando nuove liberalizzazioni e rafforzando i redditi da lavoro.

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