22 Dicembre 2007

Natale magro e nuovi rincari nel 2008

Natale magro e nuovi rincari nel 2008
La denuncia delle associazioni dei consumatori: “Prezzi, tariffe e carburante alle stelle rovinano le feste di fine anno“



Il Natale è alle porte ma le famiglie sarde devono fare i conti con pesanti rincari: quasi mille euro nel 2007. A Natale pochi regali e tanti rincari. Per i sardi il salasso è un lungo elenco: si va dal pane, alla pasta, dalla frutta alla verdura, fino ad arrivare alle rate del mutuo e alla benzina. Come ciliegina sulla torta c`è pure il nuovo balzello del canone Rai, aumentato di 2 euro a partire dal 2008. A risentire del caro-vita saranno soprattutto i 91.672 poveri (dati Istat) che vivono nell`isola e che sono in costante crescita (il 16,9% di residenti vive sotto la soglia di povertà). Inevitabili i riflessi sui consumi, previsti in calo. Coldiretti, Cia e Codacons, in una denuncia lanciata all`unisono, puntano il dito contro le speculazioni seguite al lungo sciopero degli autotrasportatori. Basandosi sui dati Istat sul commercio al dettaglio, nei primi dieci mesi dell`anno, la Coldiretti ha rilevato che la quantità di pane consumato per uso domestico è scesa nel 2007 per la prima volta sotto il milione di tonnellate, un calo del 7%. Stessa sorte per la pasta di semola che ha fatto registrare una riduzione del 3,9%. “Se si continua di questo passo“, stimano l`Adusbef, Federconsumatori, Adoc e Adiconsum, “le famiglie sarde spenderanno 2500 euro nel 2008, escluso i mutui“. Secondo le associazioni, “nel 2007 la spesa totale ha invece raggiunto i 994 euro“. FESTIVIT� Intanto, sottolinea il Codacons, per le feste natalizie, le famiglie sarde spenderanno 20, 30 euro in più rispetto allo scorso anno, per un totale complessivo di 165-175 euro a nucleo familiare. Giorgio Vargiu, dell`Adiconsum Sardegna, ricorda poi che il Natale e il Capodanno saranno resi ancora più grigi dalle tasse locali. “Le scadenze della Tarsu, dell`Ici e dell`addizionale Irpef“, sbotta, “metteranno in ginocchio migliaia di famiglie nell`isola“. Ma non è tutto. MUTUI Anche il caro-mutui incide pesantemente sul bilancio natalizio. Per Adusbef e Federconsumatori le rate dei prestiti per la casa sono lievitate con la crisi dei subprime (mutui Usa ad alto rischio) di ben 42 euro al mese, 504 euro su base annua, per un prestito trentennale di 100.000 euro. Insomma, i rappresentanti dei consumatori parlano di una vera e propria stangata nel 2007, “dovuta alle impennate del petrolio e alle tensioni speculative su prezzi e tariffe ad ogni minimo pretesto (ultimo lo sciopero dei Tir)“. Sempre sui mutui, Adoc e Adiconsum prevedono nel 2008 rincari di 200 euro a famiglia. BENZINA Sulle tasche dei sardi a Natale inciderà anche la benzina. Negli ultimi giorni si è allargata la differenza tra i prezzi della benzina italiani e quelli dell`Unione europea. La forbice raggiunge i 5,3 centesimi al litro nel confronto con la media dell`Europa a 25. “Non si tratta di un rincaro“, osserva Davide Tabarelli, numero uno di Nomisma Energia. “Il carburante, in questi giorni, ha ripreso a scendere in linea col calo del petrolio. Il problema è che in Italia i prezzi diminuiscono meno rispetto alla media europea: ecco perché il differenziale con il Vecchio Continente si è allargato“. I gestori sardi, dal canto loro, chiedono al ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, di intervenire con decisione. “L`inarrestabile ascesa del prezzo dei carburanti“, spiegano in una nota Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc Confcommercio, “sta penalizzando sia i consumatori sia una intera categoria che presta un servizio insostituibile per il Paese“. Le imprese lamentano “la sensibile contrazione dei consumi dei carburanti, scesi del 7% rispetto allo scorso anno“ e denunciano “che i continui aumenti dei prodotti costano ai gestori più di 88 milioni di euro, mentre il reddito continua a essere legato a un margine fisso per litro, pari a circa 3,5 centesimi, indipendentemente da qualsiasi variazione del prezzo applicato dalle compagnie petrolifere“. Le tre associazioni si rivolgono al Governo: “Restituisca alla collettività il maggior gettito di Iva derivante dall`aumento dei prezzi al pubblico, abbattendo il peso delle accise“. ANTITRUST Anche il Garante per la concorrenza e il mercato ha una sua ricetta per tagliare i prezzi: “Serve una piena liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti“. Un obiettivo che si può raggiungere consentendo agli operatori non integrati l`accesso “a condizioni eque e non discriminatorie a tutte le infrastrutture e le forniture che sono necessarie per garantire il rifornimento del prodotto ai propri punti vendita“.

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