Da una parte, i clienti abituali; dall`altra i pendolari dello sconto
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Da una parte, i clienti abituali; dall`altra i pendolari dello sconto che volantini alla mano passano di supermercato in supermercato a caccia dell`offerta su questo o quel prodotto. E` l`ultima tendenza di chi cerca disperatamente di far quadrare il proprio bilancio domestico sempre più esposto alle cosiddette spese incomprimibili e nel quale sembra esserci sempre meno spazio anche per quegli acquisti una volta considerati inattaccabili. E non è solo questione di rincari che pure, nel caso di pane e pasta, hanno prodotto un netto riposizionamento nei consumi. “Una riduzione collegata al cambiamento degli stili di vita ma che – fanno notare da Coldiretti – è stata anche accompagnata un progressivo aumento dei prezzi al consumo che dipende solo in minima parte dalle quotazioni del grano ormai fissate su valori internazionali e che incidono in misura marginale sul valore finale di vendita“. Ma in tanti, specie in Umbria dove la tradizione della cucina fai da te non è mai tramontata, rinunciano per care in casa sia sfilatino che tagliatelle. “La tradizione del pranzo o del cenone di Natale in casa – fa notare Pietro Passeri, presidente alimentaristi Confcommercio Perugia – dalle nostre parti resiste. Ma rispetto al passato c`è molta più attenzione a cosa si compra ed è ormai sempre più frequente vedere persone che entrano nei negozi con il volantino in mano in cerca di uno o più prodotti specifici perché pubblicizzati in offerta. Magari comprano il parmigiano in un posto, ma il prosciutto ha un`offerta migliore altrove“. Così, dopo essere entrati alla Sma, gli stessi 007 dello sconto se ne vanno al Conad, al Pam, al Famila o alla Coop in cerca di altre offerte. Ed è su tali basi che, specie nelle principali città umbre, stanno nascendo i cosiddetti “gruppi di valutazione acquisto“. “Un sistema per economizzare anche sulla spesa per la benzina – aggiunge Salvatore Lombardi, presidente regionale di Confconsumatori – con le massaie che si accordano le sera e poi al mattino dopo si recano con la stessa auto a fare il giro di due tre supermercati o centri commerciali in cerca delle offerte migliori“. Tempi duri comunque per i prodotti di lusso, dal tartufo al pesce, passando ad esempio per le lenticchie di Castelluccio. “Con i tempi ed i prezzi che corrono – fa notare Carla Falcinelli, presidente Codacons Umbria – in pochi possono permettersi un pranzo anche se fatto in casa a base di pesce o con tartufo. Con questo invitiamo i consumatori a non rinunciare alla qualità, magari comprando meno. Anche su pandoro e panettone occorre fare attenzione che il prodotto sia a base di burro e non di grassi idrogenati. Il nostro consiglio è anche quello di evitare gli acquisti last minute e, magari, di fare un cenone o un pranzo più numeroso piuttosto che due separati“. Incrementando il numero dei commensali, infatti, secondo l`associazione si riducono gli sprechi e, condividendo la spesa tra più persone, si riesce a risparmiare fino al 30% sul costo finale del pranzo o del cenone di Natale. Nel complesso, per acquistare l`occorrente si spenderanno 160-170 euro circa con un differenziale, rispetto allo scorso anno, di 30 euro in più. L`espressione di rito resta quindi “controllare la spesa“, anche chi con i prodotti alimentari è solito riempire lo spazio sotto l`albero. “Chi commissiona cesti per regali – aggiunge Passeri – ormai sceglie solo prodotti in offerta e sempre più frutta, ananas soprattutto. Se una volta si spandevano anche 100 euro, ora difficile che la spesa superi i 30“. A proposito di rinunce, l`Adoc Umbria ha realizzato un sondaggio dal quale risulta che, in vista del Natale, un umbro su due si dice pronto a rinunciare ad un cenone al ristorante, mentre il 32,2% rinuncerà a spendere più di 150 euro; il 20,4% farà a meno di un viaggio mentre solo il 2% farà finta di niente permettendosi tutto esattamente come un anno fa. Di festività votate al risparmio parla anche Confesercenti regionale che conferma come nel tempo le abitudini degli umbri siano cambiate. “I pensionati cercano di dedicare parte della tredicesima al risparmio, si cerca di pianificare il budget di spesa per regali, anche se resta apprezzabile la spesa che gli umbri riservano ad una buona bottiglia di vino o per l`acquisto di prodotti alimentari tipici delle festività natalizie. In calo, invece, il consumo dei dolci di produzione industriale“. Confermata la tendenza al Natale indoor con il 76% degli intervistati che trascorrerà cenone e vigilia in famiglia. Per il pranzo del 25 il 40% del campione ha risposto che andrà al ristorante con la maggior parte degli spostamenti concentrata tra Capodanno ed Epifania con il 10% degli umbri che trascorrerà San Silvestro in vacanza, il 45% al ristorante con il classico cenone di fine anno, il 24% in casa con amici o parenti, il 19% in discoteca. In media, per Capodanno, si spenderanno circa 80 euro a testa. A preoccupare gli addetti ai lavori anche il calo di prodotti ortofrutticoli. Secondo la Confederazione italiana agricoltori, nei primi dieci mesi dell`anno si è avuto un crollo di oltre il 5,6% anche se la spesa sostenuta per frutta e verdura, nonostante i minori acquisti, sarebbe cresciuta tra il 5 e il 7%. Rispetto ad un anno fa sono più care arance (1,58 euro/kg, +21,5%), mandarini (1,68, +13,5%), uva “Italia“ (2,42, 11%), peperoni (2,85, +43%), carciofi (0,75 a capo, +80%) e radicchio (1,98, +60%). Su tale versante, l`allarme giovani che secondo uno studio della Società italiana di pediatria, a tavola snobberebbero frutta e verdura: il 36% degli studenti di scuola media inferiore dichiara non di non mangiarne, mentre solo uno su due dice di mangiare quotidianamente frutta con la dieta delle ragazze più ricca di mele, arance o verdure in genere. Tornando ai rincari, “vede nero“ Federconsumatori secondo cui, se l`aumento dei prezzi dei prodotti agroalimentari non accennerà a diminuire, nel 2008 una famiglia media si troverà a spendere in un anno oltre 400 euro in più, con un incremento del 7%.
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