22 Dicembre 2007

Natale, si risparmia a tavola

Natale, si risparmia a tavola
Calo dei consumi. Ma allo spumante non si rinuncia

ROMA – Conto salato per il cenone di Natale: i rincari registrati quest`anno nell`intero settore alimentare porteranno le famiglie a spendere per la tavola della vigilia 20, 30 euro in più rispetto lo scorso anno, per un totale complessivo di 165, 175 euro a famiglia. “A causare i rincari nella spesa – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – dapprima gli aumenti speculativi, a partire da pasta e pane, seguiti da quelli legati alla protesta degli autotrasportatori, che in molti esercizi commerciali non sono “rientratì“. Per fronteggiare la stangata – consiglia Rienzi – occorre evitare gli acquisti last-minute e aumentare il numero dei commensali. Dalle previsioni elaborate dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori risulta che nel periodo delle feste natalizie, la tendenza al ribasso si è confermata in maniera palese, a causa soprattutto dai listini troppo cari. La flessione riguarda soprattutto i consumi di prodotti ortofrutticoli: meno 7 per cento. La Cia evidenzia che per la frutta si spenderanno oltre 3,2 miliardi di euro; per gli ortaggi, invece, 2,6 miliardi di euro. Gli acquisti di prodotti ortofrutticoli hanno un`incidenza sulla spesa domestica alimentare pari al 18 per cento, costituendo così la seconda voce in termini d`importanza dietro al settore delle carni (21,9 per cento) e davanti al pane e ai trasformati di cereali (17 per cento). Sarà dunque colpa dei pochi soldi a disposizione, dei forti rincari dei prezzi oppure dell`incertezza per la situazione economica, ma sta di fatto che gli italiani stringono la cinta a tavola. Cosicchè nel 2007 i consumi domestici per l`alimentazione hanno fatto registrare, in quantità, un calo nei confronti del 2006 dell`1,8 per cento, con un crollo netto per il pane, la pasta e gli ortofrutticoli. Ma segni negativi sia hanno pure per le carni, per il latte e i suoi derivati. Ma se c`è chi risparmia, c`è anche chi non bada a spese: oltre 160 chili di caviale sono stati sequestrati in tutta Italia per un valore di 1 milione di euro, 65 persone sono state denunciate e 350 esercizi commerciali sono finiti sotto controllo. L`Italia è il terzo paese importatore nell`Ue, dopo Francia e Germania. Il reato più frequente è il mancato rispetto delle norme per l`etichettatura, testi che spesso non vengono nemmeno tradotti in italiano. “L`operazione – commenta il ministro del Mipaf, Paolo De Castro – conferma l`importanza dell`etichetta: i consumatori, ignari, finiscono per finanziare un commercio illegale internazionale che sta portando all`estinzione di alcune specie di storione; meglio dunque evitare di mettere in tavola prodotti della cui origine non si è certi“. Al brindisi però non si rinuncia: nella maratona di festività fino all`Epifania 16,5 milioni di italiani acquisteranno almeno quattro bottiglie di spumanti. Un regalo su due contiene infatti almeno una bottiglia di bollicine.

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