23 Dicembre 2007

La storia del condono… fantasma

Tasse, bolli, canoni non pagati: bastava versare il 25%. Ma chi lo sapeva? Lo sapevate che esiteva un condono per le somme di denaro dovute allo Stato e non pagate per tempo? Probabilmente no. Eppure c`era, proprio per quelle cartelle che gli enti di riscossione, magari dopo anni, vi hanno mandato a casa… bolli non pagati, tasse, canoni di abbonamento tv, erano tutti condonabili. Brutta notizia: il condono è scaduto da tempo. Ma voi, siete stati informati? Non era edilizio, in questo caso. Non si trattava di sanare l`abuso di una villetta costruita sulla spiaggia… Questa volta si trattava di un condono rivolto a chi si trovasse ad avere somme da pagare in arretrato allo Stato, somme anche modeste, come quelle del bollo dell`auto o del canone di abbonamento tv che non avevate versato e che, poi, erano state iscritte a ruolo, cioè prese in gestione dagli enti di riscossione dei crediti: Uniriscossioni, per quanto riguarda la provincia di Modena, che ora si chiama Equitalia. Non che avere pendenze sia giustificato in questi più che in altri casi, però, probabilmente, la legge era stata fatta per sanare situazioni numerosissime ma non troppo gravi, dal punto di vista economico. La legge è la 298 del 27/12/2002 e testualmente dichiara: “I carichi inclusi in ruoli emessi da uffici statali ed affidati ai concessionari del servizio nazionale della riscossione fino al 31/12/2001 possono essere estinti versando, senza dover corrispondere gli interessi di mora, una somma pari al 25% dell`importo, con aggiunta delle spese sostenute dal concessionario“. Cioè: se avevate un debito con lo Stato, iscritto a ruolo prima di una certa data, potevate sanarlo versando il 25% della quota più qualche spesa. “Questo era proprio il mio caso – racconta un modenese che si è rivolto al Codacons – per due anni, nel lontano 1995 mi ero trovato in difficoltà economiche piuttosto gravi ed avevo sospeso il pagamento di alcune tasse dovute all`Inps. So, come tutti, che in ogni caso, prima o poi mi sarebbero state richieste. La mia non era intenzione di frode, ma solo di rimandare di qualche tempo una spesa che non potevo, in quel momento sostenere“. Di recente, al protagonista di questa storia, l`Uniriscossioni di Modena invia la cartella con la richiesta di pagamento della somma, che ammonta a circa mille euro complessivi. Il cittadino, informato da un conoscente, viene a sapere del condono e, sperando nella possibilità di usufruirne ancora, chiede al Codacons. “Purtroppo il condono a cui si fa riferimento è scaduto nel 2003 – spiega Fabio Galli del Codacons – quindi, chiaramente, il nostro utente non potrà più avvalersene, però… C`è un però. La stessa legge prevedeva che i cittadini che potevano avvalersene, in base al tipo di debito ed ai periodi in cui questo era stato contratto, dovessero essere informati di questa possibilità, mentre il nostro utente non ne sapeva nulla ed ora non può fare altro che versare tutto l`importo per sanare il suo debito. Anche se non si tratta di grandi cifre, c`è una bella differenza, in questo caso tra il pagare 1000 euro ed il pagarne 250…“. Il Codacons, dunque, scrive all`Uniriscossioni per avere chiarimenti, ricevendo la seguente risposta: “E` vero, il cittadino in questione aveva diritto a rientrare tra i condonati. La legge prevedeva che noi, in quanto ente riscossore, informassimo il cittadino di questa possibilità entro i termini validi e noi lo abbiamo fatto: gli abbiamo inviato una lettera, con posta ordinaria, informandolo di questo suo diritto“. La 289, certo, ordinava agli enti riscossori di informare i cittadini, ma non specificava in che modo. Come si sa, però, una lettera ordinaria, potrebbe non essere il modo migliore per avere la certezza che l`informativa inviata arrivi adestinazione… “Il problema comunque, non è questo – spiega ancora Fabio Galli – la legge, in effetti lasciava aperte tutte le possibilità in questo senso… Ma il nostro utente sostiene di non essere stato per nulla informato di questo condono. A questo punto la nostra posizione in tutela del cittadino è semplice: “…lo avete informato? Sì? Benissimo. Ci dimostrate, per cortesia, di averlo fatto?“. E` questo che stiamo chiedendo ad Equitalia. Contemporaneamente, però, vogliamo rivolgerci anche ai modenesi che si sono trovati in situazioni simili e, a loro, per avere più chiarezza sull`argomento, chiediamo: voi, siete stati informati?“.

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