30 Dicembre 2007

Lista nera dei cattivi pagatori

Lista nera dei cattivi pagatori
Cresce il credito al consumo e spesso si è “bollati“ senza saperlo

Capita sempre più spesso, perchè il fenomeno aumenta in proporzione all`aggressività del mercato. Non è un`equazione azzardata ma una realtà concreta: più il mercato si fa aggressivo, più aumentano le possibilità di accesso al credito ed ai finanziamenti agevolati, più il rischio di scivolare nella “lista nera“ si fa consistente e, soprattutto, molte volte si è inseriti senza nemmeno saperlo. La lista nera è quella dei cattivi pagatori e l`esempio classico di quello che porta un normale cittadino a ritrovarsi “bollato“ come inaffidabile è quello dell`acquisto di un bene da un venditore porta a porta. “Molti casi di cui ci occupiamo sono cominciati così – racconta Fabio Galli del Codacons – un venditore ha bussato alla porta proponendo uno dei soliti “affari“ con metodi piuttosto discutibili e, a volte, al limite della legalità. Il consumatore si è sentito quasi in obbligo di acquistare un bene che in realtà non gli era necessario, o addiriuttura ha creduto di firmare un contratto per un certo oggetto e poi si è ritrovato, alla consegna, a scoprire che si trattava di qualcosa di diverso o di malfunzionante… insomma qualcosa per cui, davvero il primo istinto è quello di sospendere il pagamento. Il malcapitato ha smesso di pagare le rate dell`acquisto in attesa di rendere il bene difettoso, per esempio, e in breve si è ritrovato iscritto nell`elenco di una delle società di gestione del rischio come “pagatore inaffidabile“… e qui ci ritroviamo ad affrontare, di nuovo, il problema dei finanziamenti, che sono svincolati dal bene… Smettere di pagare non danneggia in nessun modo chi ci ha rifilato la fregatura, lui è già stato “saldato“ dalla finanziaria, l`unico danno lo si fa a sè stessi…“. Naturalmente i casi possono essere anche diversi: un cittadino può trovarsi nelle condizioni di non poter pagare un finanziamento anche per sopraggiunte difficoltà economiche, comunque sia, le regole dell`iscrizione sono chiare, e per niente morbide. Esistono diversi enti, pubblici e privati, chiamati “Centrali di rischio“. Quelle pubbliche sono la“Centrale Rischi della Banca d`Italia“ e la “Società Interbancaria per l`Automazione“ (Sia). Entrambe raccolgono e forniscono informazioni alle banche durante la cosiddetta “istruttoria“ che precede l`erogazione di un prestito: la prima si occupa dei mutui pari o superiori ai 75mila euro, la seconda di quelli compresi tra i 31mila ed i 75mila. Se ci sono stati problemi precedenti nei pagamenti queste società informano l`ente bancario che, di conseguenza, non concederà più, allo stesso soggetto, nè prestiti ne mutui. Di solito quando si tratta di somme così elevate gli eventi che portano a mancati pagamenti sono eventi gravi, di cui certo non si è inconsapevoli. Ma per diventare ufficialmente “cattivi pagatori“ basta molto meno. “Esistono anche centrali di rischio private – spiega ancoora Fabio Galli – che si opccupano di situazioni in cui la“morosità“ riguarda anche solo poche centinaia di euro. Di queste la più nota è la Crif, ma ne esistono anche altre.“. E` sufficiente “salatare“ il pagamento di due rate di un bollettino (per esempio di quelli per l`acquisto di un qualsiasi elettrodomestico) per essere iscritti, spesso anche senza saperlo. “Una volta che si è stati inseriti nell`elenco – continua Galli – non si viene immediatamente cancellati, nemmeno dopo aver sanato il proprio debito, per questo è necessario fare davvero molta attenzione, soprattutto nei casi accennati prima“. Secondo le regole delle centrali di rischio, in generale, si viene iscritti dopo il mancato pagamento di due rate successive di un qualsiasi finanziamento e si rimane nell`elenco per diversi mesi anche dopo che il debito è già stato sanato. In particolare si rimane “iscritti alla Crif“ per un anno dopo aver saldato due rate non pagate, per due anni se le rate non pagate erano più di due (anche a saldo già avvenuto) e per ben tre anni nei casi in cui comunque il debito non sia stato sanato ma si sia arrivati a diverso accordo. “La cosa importante da sapere è che la comunicazione dell`iscrizione non avviene automaticamente – spiega ancora Galli – perciò può capitare di essere iscritti e di non saperlo. Per avere informazioni precise sulla propria situazione occorre inviare una richiesta scritta alle società di riferimento sia che si tratti di un debito contratto da persona fisica sia che si tratti di un`azienda“.

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