20 Dicembre 2007

Si rompe il treno: mille pendolari bloccati sulla linea

Il convoglio ritarda di 90 minuti
Si rompe il treno: mille pendolari bloccati sulla linea
Milano-Torino fermata fra i campi

Un altro capitolo, l`ennesimo, si è aggiunto alla storia tormentata dei pendolari e dei loro diritti negati. Ieri mattina il copione si è ripetuto ancora. Anzi, stavolta è andata anche peggio del solito: ne sanno qualcosa i mille passeggeri del Regionale 2004 Milano-Torino Porta Nuova, rimasto bloccato oltre un`ora in aperta campagna tra Brandizzo e Settimo Torinese per un guasto al locomotore. Non è la prima volta, forse neppure l`ultima. Il convoglio si è fermato alle 7,40 ed è poi ripartito alle 8,50, trainato da un altro locomotore tra un coro di proteste. A causa del guasto la circolazione dei treni sulla Torino-Milano è andata in tilt e tra Settimo e Chivasso si viaggiava su un unico binario. Il risultato: una decina di convogli hanno accumulato un ritardi fino 25 minuti, il TGV Milano-Parigi è rimasto fermo 25 minuti nella stazione di Chivasso, l`Aosta-Torino è stato fermato alle 8,08 a Chivasso ed è ripartito alle 9 per Aosta, soppressa la tratta Torino-Chivasso. Un caos totale. Pendolari furibondi. “Se le Ferrovie non si decidono una volta per tutte a rispettare gli orari – dicono i passeggeri del Milano-Torino -, a fornire un servizio adeguato, a non sopprimere i convogli all`ultimo momento, fare in modo che i treni non si blocchino durante il tragitto, da gennaio non pagheremo più l`abbonamento“. � una promessa. “Siamo stufi, esasperati. Non sappiamo quando partiamo e se arriviamo“. Lo sfogo dei pendolari che quotidianamente cercano di raggiungere il proprio luogo di lavoro tra mille incertezze e contrattempi si trasforma in protesta. Racconta Chiara, 29 anni, impiegata di Chivasso che lavora a Torino: “Il Biella-Torino delle 8,01 era in ritardo, quindi quando è giunto l`Aosta-Torino in stazione l`abbiamo preso d`assalto. Ormai tutti sul treno, dalla stazione hanno annunciato che il convoglio era soppresso“. Ma l`odissea per andare a lavorare ha sviluppi ben più complessi: “Alle 8,20 è arrivato il Biella, ma era già pieno. La gente si è sistemata alla meglio per non perdere altro tempo, nei corridoi c`erano due file di persone ammassate come animali. Un caldo tremendo, non si riusciva a respirare. Tutti questi ritardi per noi si trasformano in decurtazione dallo stipendio. Paghiamo 60 euro di abbonamento mensile da Chivasso a Torino per un servizio che fa pietà“. Aggiunge Moreno Lipari, impiegato di Chivasso che lavora a Torino: “I treni sono sempre pieni, spesso capita di viaggiare ammassati in piedi. I ritardi sono ormai cronici, per non parlare delle carrozze sporche e dei vagoni che cadono a pezzi“. Sul problema interviene anche l`assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Daniele Borioli: “I ritardi, la sporcizia, la carenza di informazioni all`utenza sarebbero già di per sé disagi gravi e intollerabili. Ma che le Ferrovie non riescano a garantire neppure sulle direttrici principali come la Torino-Milano locomotori funzionanti e in grado di arrivare a destinazione è addirittura paradossale. In questo quadro desolante il governo tace, e non si intravedono prospettive del finanziamento, che abbiamo più volte sollecitato, per il piano industriale delle Ferrovie“. Il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli, rincara la dose: “� gravissimo che i treni dei pendolari abbiano questi ritardi quotidiani, ma è ancora più grave che Trenitalia, a fronte di un pessimo servizio, voglia continuare ad aumentare le tariffe: un affronto per gli utenti. Per questo il Codacons ha chiesto alle Regioni di sospendere i pagamenti a Trenitalia fino a che non ci saranno visibili segni di miglioramento“.

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