Meno pasta, pane e verdure: consumi alimentari a picco
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fonte:
- L`Unità
Tavole natalizie più povere: le vendite crollano a causa di rincari ingiustificati e speculazioni
IN PICCHIATA Forse gli italiani faranno un`eccezione per pranzi e cenoni delle feste, tornando ad imbadire le tavole come la tradizione natalizia richiede. Ma una cosa è certa: l`eventuale abbuffata arriverà dopo mesi di ridotti consumi alimentari, in particola- re dei generi di prima necessità, con il pane crollato del 7%, la pasta del 3,9%, l`ortofrutta del 5,6%. È la triste fotografia scattata da Coldiretti, Cia ed associazioni dei consumatori, che all`unisono puntano il dito contro i rincari ingiustificati e le manovre speculative, causate anche recentemente dallo sciopero degli autotrasportatori. Basandosi sui dati Ismea Nielsen nei primi dieci mesi dell`anno, la Coldiretti ha rilevato che la quantità di pane consumato per uso domestico dagli italiani è scesa nel 2007 per la prima volta sotto il milione di tonnellate, con un calo del 7%. E la stessa sorte è toccata alla pasta di semola, che ha fatto registrare una riduzione del 3,9%. La responsabilità, manco a dirlo, viene addebbitata al progressivo aumento dei prezzi, che solo in minima parte deriva dall`incremento delle materie prime: se nel 2007 il prezzo del grano è cresciuto a 0,22 euro al chilo, tornando al valore del 1985, il prezzo del pane è passato nello stesso periodo di tempo da 0,52 a 2,7 euro al chilo. “È folle chi pensa che gli aumenti dei prezzi di pane e pasta possano lasciare indifferenti i cittadini e non modificarne la propensione all`acquisto“ denuncia il Codacons, secondo cui l`unica soluzione per consentire la ripresa dei consumi è “una riduzione generalizzata dei prezzi di almeno il 10%“. L`allarme viene raccolto anche da Adusbef e Federconsumatori, che parlano di “un gravissimo sintomo del disagio in cui versano i cittadini“ e chiedono al governo un intervento tempestivo “per salvaguardare il bilancio delle famiglie“, attraverso controlli e sanzioni lungo l`intera filiera agroalimentare. Pure frutta e verdura, infatti, hanno subito una vera e propria disfatta sul fronte dei consumi: secondo la Confederazione italiana agricoltori, nei primi dieci mesi dell`anno si è avuto un crollo di oltre il 5,6% a causa delle manovre speculative che hanno coinvolto l`intero comparto. Tanto che, nonostante i minori acquisti, la spesa degli italiani in ortofrutta è cresciuta del 5-7% per la bolla dei listini, che “dal campo alla tavola fanno registrare aumenti anche di venti volte“. Così la flessione delle vendite di frutta è stata del 4,3% rispetto all`analogo periodo del 2006, e quella di verdure e ortaggi del 6,8%. Una parziale conferma arriva anche dai dati Istat sulle vendite al dettaglio in ottobre, che sono sì cresciute del 2,3% rispetto allo stesso mese del 2006 (più 2,9% per gli alimentari, più 1,8% per i prodotti non alimentari), ma che nei primi dieci mesi del 2007 hanno registrato un misero 0,7% a causa della recente frenata nei consumi.
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