20 Dicembre 2007

Chi sono i 56 imputati nel caso quote latte

Processo Ieri udienza e poi il rinvio al prossimo anno
Chi sono i 56 imputati nel caso quote latte

SALUZZO Tutto rinviato al 2008. Dopo cinque udienze, è ancora alle battute iniziali il maxi-processo ai Cobas del latte. Ieri mattina, al palazzo di giustizia di corso Roma era prevista la discussione delle ultime questioni preliminari ma la seduta è slittata al prossimo 21 gennaio a causa dell`assenza per motivi di salute di uno dei giudici, Cristiana Gaveglio, che con Arianna Busato e il presidente del tribunale Alberto De Alessandri forma il collegio di primo grado. In aula da dieci mesi La vicenda giudiziaria degli allevatori piemontesi, veneti e lombardi coinvolti nella presunta truffa scoperta da Procura a Finanza saluzzese dura da dieci mesi. In 56 devono rispondere di nove capi d`imputazione, fra i quali l`associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e dell`Unione Europea e l`esercizio abusivo del credito. Secondo le stime del pm Maurizio Ascione, l`ammontare complessivo del raggiro supera i 240 milioni di euro. L`udienza preliminare si è aperta mercoledì 7 febbraio; mentre è del 9 maggio il rinvio a giudizio di tutti gli indagati. Il processo – il primo del genere in Italia – è iniziato il 10 ottobre scorso ed è proseguito per successive udienze il 22, 28 novembre; 12 dicembre e ieri mattina. I giudici hanno ammesso fra le parti civili Coldiretti, Associazione regionale Produttori latte, Codacons, Confagricoltura, Cia, Piemonte Latte, Confcooperative, Comunità Europea, ministero per le Politiche agricole, Agenzia per le erogazioni in agricoltura e Regione Piemonte. Ed è stata respinta la richiesta dei Cobas di spostare il processo ad altra sede per “incompetenza territoriale“ di Saluzzo. Le tappe dell`inchiesta L`inchiesta saluzzese prende avvio due anni fa dall`indagine di Fiamme gialle e Procura denominata “Black Milk“. Secondo l`accusa, che aveva chiesto l`arresto cautelare di alcuni indagati (negata dal gip che ha ritenuto che i fatti per cui si procedeva non costituivano reato ma violazioni amministrative), i Cobas avrebbero messo in piedi un`organizzazione per garantire a mezzo migliaio di allevatori (la loro posizione è stata stralciata) e alle cooperative Savoia il corrispettivo della produzione del latte eccedente le quote fissate dagli organismi pubblici. Invece di trattenere il prelievo supplementare relativo al prodotto consegnato in esubero rispetto alla quota posseduta e versarne l`importo alla Agea, avrebbero stornato a favore dei produttori l`importo del prelievo a titolo di finanziamenti concessi dalla cooperativa, registrando l`uscita contabile come “anticipo su compensazione“. Con l`entrata in vigore del decreto Alemanno, la Savoia 6 avrebbe ceduto alla Fgr Spa, la finanziaria dell`ex parlamentare leghista Giovanni Robusti, i crediti vantati nei confronti dei caseifici. Che sarebbero stati girati a favore dei produttori sotto forma di prestito o sovvenzione, ricevendone in cambio la cessione del credito a titolo di pegno. Allevatori alla sbarra Questi i nomi dei 56 imputati: Giovanni Robusti, Antonino Bedino, Denis Maero, Francesco Robasto, Liviana Scattolon, Raffaele Umbriano, Andrea Bignami, Cristina Maestri, Lorenzina Solavaggione, Giacomo Mosso, Elio Airola, Luigi Giordana, Angelo Renaldo, Giorgio Lenta, Celestino Giletta, Giovanni Battista Battisti, Fausto Roccia, Andrea Barberis, Antonio Fogliato, Mauro Giuseppe Cravero, Giovanni Siccardi, Pierluigi Vicino, Francesco Mana, Giuseppe Strumia, Elio Filippo Vignolo, Dario Mainero, Matteo Gallo, Adriano Macario Ban, Giuseppe Morello, Giuseppe Ternavasio, Ferdinando Giordana, Antonio Rossa, Bernardino Burzio, Giorgio Bono, Marco Botta, Gianfranco Taricco, Vincenzo Barbero, Piergiorgio Vagliengo, Giovanna Griseri, Anna Maria Alesso, Gianfranco Barberis, Enrico Malandrone, Giuseppe Fauda, Riccardo Mosso, Claudio Chiera, Bartolomeo Allocco, Leone Delerba, Sergio Parizia, Giuseppe Marengo, Piero Bono, Giovanni Ferrero, Giuseppe Maina, Giovanni Demaria, Marilena Forestiero, Nicolino Ballesio, Gianfranco Farina. Smentita da difesa e Procura la voce, circolata nelle ultime ore in ambienti giudiziari, secondo la quale la rappresentanza legale dei Cobas sarebbe stata assunta dall`avvocato Carlo Taormina, che da qualche mese difende gli splafonatori lombardi in un altro processo.

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