17 Dicembre 2007

E sul treno dei desideri la folla di vip va all`assalto del primo convoglio

QUASI una rimpatriata, questo treno Minuetto affollato di politici, amministratori e tecnici. Il sindaco Sergio Cofferati è seduto accanto al presidente della Regione, Vasco Errani (nella foto). Gli sta di fronte il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Dall`altra parte il premier Romano Prodi, la moglie Flavia e l`ad delle Ferrovie, Mauro Moretti. Qualche posto distante, la presidente della Provincia, Beatrice Draghetti ? che al ritorno, invece, siede vicino al sindaco ? con il suo vice Giacomo Venturi. Fabio Galli, presidente regionale del Codacons, all`inizio è stremato. In piedi, in curva, nel passaggio continuo di gente, si sfoga: “Per fortuna che i miei mi avevano detto: vai tu, che ti riposi“. Poi trova un posto a sedere e si riappacifica con le ferrovie. E` UN PO` anche il treno dei desideri, questo Minuetto stracarico, perché tutti hanno affollato il primo e lasciato quasi vuoto il secondo convoglio. Così almeno assicurano le ferrovie. C`è chi è pronto a scommettere, invece, che il caas sia anche là dietro. Venturi marca Bianchi, ci sono in ballo duecento milioni di euro per i treni locali. L`ex ministro Pietro Lunardi è seduto vicino a Paolo Pizzarotti. L`imprenditore di Parma lavora per l`Alta velocità ma non rinuncia al trasporto su gomma. Aveva presentato un progetto per il Passante autostradale. Idea che qualche mese fa il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro dichiarò “irricevibile“. Ma oggi Pizzarotti potrebbe rientrare? “Aspettiamo la risposta della Ue“, è di poche parole il diretto interessato. Non è chiaro se per realizzare il bypass autostradale si farà una gara. Finora una sola certezza: non ci sono i mille milioni che servono. ALLA domanda: ma cosa pensa di questo conto alla rovescia sull`alta velocità tra Bologna e Milano, l`ex ministro Lunardi polemizza: “Forse sentono che gli manca la terra sotto i piedi. Potrebbero non esserci più loro, a inaugurare l`Alta velocità“. Poi, quasi pentito per aver pensato: il governo può avere i giorni contati, ammette: “Naturalmente questa è una malignità“. ANNA Donati, senatrice Verde ? presidente della Commissione Lavori pubblici, ex assessore a Bologna ? a un certo punto del viaggio comincia a parlare fitto con Ercole Incalza, che è stato consulente di Lunardi e ora gli siede accanto. L`argomento di conversazione più insistito: i rapporti con le amministrazioni. Si parla degli anni passati a discutere. “Se un Comune ti ricatta e tu hai buone ragioni, puoi anche resistere“, è la tesi della senatrice. L`altro non sembra così convinto. Ecco, ma gli ambientalisti hanno almeno una parte di responsabilità nei ritardi dell`Alta velocità ferroviaria? “Sono in ritardo i nodi, le nostre battaglie casomai hanno migliorato i progetti“, rivendica Donati. PERO` Piergiorgio Paolucci, presidente del Consorzio Cepav 1 che realizza la Bologna-Milano, riconosce che proprio l`Emilia Romagna è stata la frontiera più dura. Soprattutto per il confronto-scontro con i Comuni, “è stata una lotta continua. Pensate a quanto abbiamo penato per passare da Modena…“. Il Minuetto rallenta mentre attraversa il Ponte sul Po. I dirigenti di Rfi e Italferr s`alternano nelle spiegazioni dei progetti, con le diapositive proiettate sui monitor. Parentesi inevitabile per i ponti Calatrava, a Reggio Emilia. Poco prima di arrivare a Milano, Prodi s`informa dalla moglie Flavia. Un cronista gli chiede quando andrà dalla famiglia Draghici, i genitori di Florin, il bimbo rom di cinque anni morto nel rogo della sua baracca, ormai un mese fa. “Entro le feste di Natale“, promette il prof. Che aveva scritto ai genitori del bimbo: spero di incontrarvi presto a Bologna. Ma questa è un`altra storia.

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