ODISSEA SUL LECCE-ROMA: 12 ORE DI STOP
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fonte:
- La Nazione
ABBANDONATI a se stessi in aperta campagna, soli, all`addiaccio, per dodici ore. Un incubo. Sono infuriati i 450 passeggeri, tra cui un bimbo di appena cinque mesi poi finito all`ospedale con la mamma, che viaggiavano sull`Eurostar partito alle 12,17 di sabato da Lecce e arrivato a Roma al termine di un viaggio allucinante, durato venti ore, nel corso del quale sono rimasti al gelo (la temperatura era sotto lo zero) e con i bagni fuori uso, bloccati in provincia di Caserta a causa di un`avaria. I 450 sono infuriati anche perché, denunciano, le loro richieste di aiuto sono tutte cadute nel vuoto. Il convoglio si è fermato per un guasto tecnico alle 17 di sabato in una zona di campagna, tra Capua e Pastorano, con l`impianto di riscaldamento fuori uso. Per poter ripartire, i passeggeri sono stati costretti a trasbordare due volte su altri convogli perché i tentativi di trascinare l`Eurostar verso la stazione più vicina si sono rivelati vani. Il primo trasbordo è stato intorno alla mezzanotte. Il secondo, poco prima della partenza dalla stazione di Capua, dove anche il secondo convoglio messo a disposizione ha avuto difficoltà tecniche. Alla fine, i passeggeri sono ripartiti a bordo di un Intercity giunto a Roma alle 7.30. Quasi un giorno per percorrere 500 chilometri. “Le istituzioni ci hanno lasciati soli, ci hanno risposto al telefono che erano informati della situazione e che la Protezione civile era stata allertata, ma che era troppo pericoloso arrivare fino al nostro treno e che, comunque, ci aspettavano alla stazione di Capua“ è lo sfogo dell`avvocatessa fiorentina Elena Zazzeri. Che aggiunge: “Mentre eravamo fermi e senza riscaldamento abbiamo chiamato più volte la Protezione civile, ma ogni volta ci è stato ripetuto che erano stati allertati e che era troppo rischioso arrivare fino al treno in cui eravamo bloccati. Quanto è accaduto è una cosa assurda. Non è concepibile lasciare in quelle condizioni 450 persone, al freddo, senza servizi igienici e senza un servizio minimo di ristoro. Sul treno c`erano tanti bambini e anziani. Quello che è successo dimostra una totale disorganizzazione“. ALL`AVVOCATESSA Zazzeri fa eco la giornalista Claudia Aldi, anche lei fiorentina, che lavora a Roma. “Ho avvertito la sensazione di essere sola, una sensazione di vuoto assoluto ? ha raccontato ? Quando ci hanno fatto salire sull`altro convoglio, quello giunto in soccorso, non c`erano coperte a sufficienza per coprire i bambini, faceva un freddo incredibile, sembravamo dei deportati. Io ora ho la febbre“. Claudia Aldi ha raccolto le firme di 250 passeggeri dell`Eurostar perché vuole promuovere un`azione legale. A fianco di queste ennesime vittime dei disservizi del sistema ferroviario nazionale si sono schierate le associazioni dei consumatori. Il Codacons sta “valutando una class action contro Trenitalia“. Federconsumatori e Adusbef, invece, reclamano “500 euro di risarcimento, salvo casi più gravi“ e il blocco degli annunciati aumenti del 15% delle tariffe ferroviarie. “CI SONO STATI ERRORI certamente, perché un treno non si deve mai fermare, ma abbiamo cercato di fare il nostro meglio“ dichiara Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie. Poi sottolinea che a Roma “abbiamo pagato il viaggio aereo a chi l`aveva perso, il taxi a chi ce lo ha chiesto e rimbarsato il biglietto al cento per cento senza accampare pretesti e assumendoci le nostre responsabilità“. Trenitalia, dal canto suo, rende noto che alla stazione di Capua “sono stati distribuiti 1.200 cestini con generi di conforto, dolci, cioccolata e latte; circa 250 bottigliette d`acqua, 90 succhi di frutta e 120 coperte“, mentre a Roma è stato pagato l`albergo ad alcuni parenti in attesa dei viaggiatori.
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