13 Dicembre 2007

Odissea dell`automobilista a caccia di carburante da un distributore all`altro

Odissea dell`automobilista a caccia di carburante da un distributore all`altro
Il presidente dei benzinai Saccon “Ha lavorato solo qualche collega che aveva scorte“

MESTRE. Sono tanti quelli che ieri sera hanno tirato un sospiro di sollievo. D`accordo, Governo e autotrasportatori hanno trovato un`intesa, ma resta il fatto che nei prossimi giorni trovare benzina e gasolio non sarà così facile. Almeno, non come lo era fino a domenica notte, prima che scattasse il blocco. Per capire come sono andate le cose ieri, bastava usare per una volta il naso. Area di servizio della Bazzera, direzione Quarto d`Altino: svolti alla sinistra, ti avvicini alle pompe di benzina e ti accorgi che manca assolutamente quell`inconfondibile odore di carburante. Sono le cinque del pomeriggio, ma qui, come racconta uno dei dipendenti della stazione di servizio, benzina e gasolio sono terminati ormai da due ore. Peggio ancora, poi, è andata per i distributori che svolgono la loro attività ai bordi delle strade ordinarie. Detta meglio: in molti hanno deciso di non aprire nemmeno bottega ieri mattina, non ne valeva la pena visto che di carbirante non c`era nemmeno una goccia. Aveva ragione da vendere, insomma, Maurizio Saccon, presidente provinciale della Figisc, la federazione dei gestori degli impianti di distribuzione: martedì pomeriggio aveva previsto che, entro mezzogiorno, non ci sarebbe stato un goccio di benzina in tutta la provincia. E` stato buon profeta. “Alla fine è andata proprio così“, conferma, “magari qualcuno ieri è riuscito a lavorare, avendo da parte qualche scorta. Sono una minoranza, però, difficile da trovare“. Qualcuno (le associazioni dei consumatori, ad esempio) ha denunciato strani giochetti, gestori di pompe che hanno portato il prezzo di un litro di benzina o gasolio fino a 2 euro. “E` successo in provincia di Treviso“, afferma Saccon, “se dovesse capitare nel Veneziano, saremo i primi a segnalare questa stortura inaccettabile“. Di conti, però, la stragrande maggioranza dei “benzinai“, quelli che hanno venduto la benzina fino all`ultimo goccia senza ritoccare il prezzo, ne stanno facendo altri. Detto che ci vorrà un pò di pazienza prima di tornare alla normalità, va segnalato che per ogni giorno di mancato lavoro un gestore di pompa di benzina perde (lordi) 200 euro sul servito e 150 sul self-service. Una bella botta per gli operatori del settore, un dato magari non preso in considerazione da chi già ieri aveva deciso che oggi sarebbe andato al lavoro in autobus per non rischiare di trovarsi con la macchina a secco. C`è poi il fronte delle associazioni dei consumatori. Ieri sera Governo e organizzazioni di categoria degli autotrasportatori hanno trovato una prima bozza di accordo, nel primo pomeriggio però Carlo Garofolini dell`Adico aveva sferzato l`esecutivo di Romano Prodi. “Il Governo ha grosse responsabilità“, aveva detto, “deve cercare una soluzione reale alle richieste degli autotrasportatori, non è possibile chiedere di sospendere l`agitazione prima di dare garanzie serie a questi lavorartori“. Adico pro-camionisti e anti Prodi? Assolutamente no, visto che Garofolini non si era schierato contro l`ipotesi di precettazione. “Non c`è alternativa“, sosteneva ieri pomeriggio, “il fatto che ci sia una categoria che vuole scioperare, dimostrare il suo disagio alla collettività, può essere considerato un fattore positivo. La questione però adesso è un`altra, con questo comportamento gli autotrasportatori rischiano di passare dalla parte del torto. Ricordiamoci, comunque, che se si trova un accordo, se la protesta finisce in anticip, non torneremo subito alla normalità, con ogni probabilità dovremo attendere altre quarantotto ore“. Alla fine andrà proprio come ipotizzato da Garofoloni. Resta però da capire cosa succederà poi, considerando anche che un`altra associazione dei consumatori, il Codacons, ieri aveva il dente particolarmente avvelenato nei confonti degli autotrasportatori. Se l`altroieri avevano valutato l`ipotesi di denunciare le organizzazioni di categoria che avevano promosso l`agitazione, ieri avevano attivato un numero verde (800.911.911) destinato ai consumatori. “Servirà per segnalare anomalie di ogni tipo“, assicura Franco Conte, “ad esempio aumento ingiustificati da parte dei gestori degli impianti di rifornimento, un comportamento che si potrebbe configurare come turbativa di mercato, fattispecie regolata dall`articolo 513 del nostro codice penale. Come reagiamo di fronte a questa situazione? Siamo veramente cattivi ora, questi signori che bloccano l`Italia sono riusciti in un`impresa impossibile: rendere popolare il governo Prodi“. L`ultima affermazione ha il sapore di una battuta, visto che Conte in precedenza aveva sposato senza mezze misure le mosse dei ministri Amato e Bianchi.

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