28 Novembre 2007

Lei era convita di avere firmato alcuni moduli di ruotine

Lei era convita di avere firmato alcuni moduli di ruotine, invece aveva girato l`intera somma depositata sul suo conto a beneficio di un`altra persona (un suo amico) indebitata fino al collo

Lei era convita di avere firmato alcuni moduli di ruotine, invece aveva girato l`intera somma depositata sul suo conto a beneficio di un`altra persona (un suo amico) indebitata fino al collo. La signora, che si è sentita tradita – per non dire truffata – dalla sua banca di fiducia si è rivolta al Codacons: l`ufficio legale dell`associazione che tutela i consumatori sta valutando se avviare un`azione legale o civile verso l`istituto. Ma andiamo con ordine. I fatti risalgono all`inizio dell`anno. Protagonista della disavventura economica un`insegnante della Valsugana, che ha visto volatilizzarsi 80 mila euro, i risparmi di un`intera vita. Secondo quanto raccontato dalla donna – una versione che ovviamente dovrà essere eventualmente verificata dagli inquirenti – due funzionari della sua banca si sarebbero presentati a casa sua per farle firmare alcuni documenti al fine di validare il suo conto. La donna, che era convalescente e sottoposta a trattamento farmacologico dopo un delicato intervento chirurgico, aveva peraltro apprezzato la loro cortesia nel recapitarle a domicilio i moduli da firmare. La sottoscrizione di quei fogli sarebbe stata dettata da pure ragioni organizzative, per una modifica di alcuni dati dell`istituto. “Mi dissero che erano moduli di routine e io non avevo motivo di dubitare delle mia banca“. In realtà – questa è la sua accusa – i funzionari dell`istituto le avevano fatto firmare un giroconto a sua insaputa. Un`operazione che sarebbe servita a ripianare i debiti di un altro cliente della stessa filiale. Gli 80 mila euro sono infatti arrivati sul conto di un amico della signora, una persona che le faceva da “factotum“ e del quale si fidava. A lui, infatti, spesso delegava l`esecuzione di alcune operazioni, dal momento che risiede in Valsugana e lo sportello della filiale bancaria si trova a Trento. Ma mai, sostiene la signora, aveva intrattenuto con lui rapporti di tipo economico né gli aveva promesso del denaro. Due mesi dopo la sottoscrizione di questi documenti, però, quando l`amico che la aiutava è deceduto, la signora ha scoperto di avere perso tutti i risparmi. Che cosa era successo? Poiché il suo amico è morto si possono solo avanzare delle ipotesi. Quest`uomo viveva una situazione di grave sofferenza economica, aveva chiesto presiti alla banca, senza però riuscire ad assolvere all`impegno di restituire quel denaro. È dunque possibile che per ripianare i suoi debiti abbia chiamato in causa la donna, presentandola come una sorta di garante in grado di saldare il conto al posto suo. Ma il nodo è un altro: la signora afferma che, quando i funzionari andarono a casa sua, nessuno le prospettò di girare i suoi risparmi sul conto dell`uomo. La donna ha dunque deciso di chiedere aiuto al Codacons, che ha contattato la banca per avere una spiegazione, chiedere una copia di tutta la documentazione ed il nominativo dei funzionari che si presentarono a casa della professoressa. Una richiesta, quest`ultima, che non è stata mai soddisfatta. L`insegnate, che ha tentato invano di riavere i suoi risparmi, è convinta che i funzionari, approfittando della sua amicizia con il soggetto indebitato, abbiano utilizzato questo escamotage per recuperare la somma che gli avevano prestato.

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