Rai-Mediaset, Berlusconi: “Vedo sciacalli“
Il Codacons chiede diaprire un`indagine sugli ultimi 5 anni di programmazione tv
Roma, 22 nov – Berlusconi parla chiaro. Ci sono iene e sciacalli” che hanno usato questa vicenda per attaccarmi. L`ex-premier, prima di entrare a pranzo con l`ambasciatore di Israele, commenta la diffusione dei verbali su Rai-Mediaset. Sono abituato: da quando sono in campo sono un uomo che toglie il potere, sono il nemico. Che altre finalità pensate che possa avere una cosa così scandalosa. E ha proseguito appellandosi alla normativa sulla privacy: E` una cosa illegittima che si possa mettere sotto controllo un cittadino qualsiasi senza un`ipotesi di reato che lo riguardi e senza aprire un`indagine. Ed è inaccettabile soprattutto rendere poi noti i contenuti di queste telefonate che sono assolutamente normali. Il leader di An, Gianfranco Fini, interpellato dai cronisti in conferenza stampa, si smarca. An non si iscrive ai due partiti che si contrappongono, né con chi pensa che sia un tentativo di assoggettare la Rai, né con chi pensa che sia un complotto ai danni di Berlusconi. E sottolinea la necessità di approfondire la vicenda, nonché di discutere in Parlamento della riforma dell`assetto radiotelevisivo. “Siamo di fronte ad un fatto grave, almeno secondo gli elementi di cui si dispone, che pone come prima questione quella dell`accertamento dei fatti e della verità. Fausto Bertinotti, Presidente della Camera, si pronuncia così sulla vicenda a Radio Radicale. Mentre Giorgio Napolitano, a margine del Premio Vittorio De Sica, commenta: Le intercettazioni sarebbe bene che restassero dove devono restare, in linea di principio, almeno fino a che c`é il segreto istruttorio. “C`è da ricordare, però, – si legge su Repubblica.it, che ha pubblicato le intercettazioni che i verbali pubblicati da Repubblica riguardano un`inchiesta chiusa, sono pubblici e a disposizione delle parti. Chiaro è anche il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in occasione di una conferenza stampa sulla Rai per la Cultura. Nessuno può minimizzare il quadro che emerge da questa inchiesta e che è un quadro grave. Va restituito l`onore al servizio pubblico. E ha aggiunto Confido che il vertice Rai agirà in questa direzione. Le misure intraprese e il metodo di cui ha parlato anche oggi il direttore generale Claudio Cappon, ci dicono che lo farà. Il Ministro difende il suo disegno di legge di riforma dell`assetto radiotelevisivo. Il dialogo sulle riforme istituzionali è importantissimo ed è nell`interesse del Paese, quindi non è opportuno confonderlo con uno scambio che interessa questo e quello. Sono riforme che già comprendono i necessari disegni di riassetto anche per la Rai. La voce della Tv di stato si fa sentire attraverso le parole del suo presidente, Claudio Petruccioli. Che annuncia a Radio24: Tra oggi e domani convocherò il Consiglio di amministrazione della Rai perché sento che il consiglio debba affrontare i problemi emersi dalle intercettazioni. Il futuro del servizio pubblico continua il Presidente è legato alla capacità della classe dirigente di fare una normativa per avere una reale autonomia dalla politica che oggi non c`é. Poi chi sta lì deve fare il meglio possibile. Io mi rendo conto di stare nel Cda di un`azienda che non è libera dalla politica e si cerca di farlo al meglio. Sul disegno di legge Gentiloni afferma: “Si muove nella direzione giusta perché dà più autonomia alla Rai, prima di tutto con l`istituzione della Fondazione, poi perché gli organi di governo sono espressione anche di sedi non politiche. Si crea così un organismo dove è più difficile rintracciare maggioranze e minoranze. Poi nel segno dell`autonomia si potrebbe anche andare più avanti. Ma io non voglio dare i voti a nessuno”. E aggiunge: “Al presidente Mediaset Fedele Confalonieri è consentito fare interventi politici che al presidente Rai non è consentito fare”. Si muove anche l`Ordine dei Giornalisti del Lazio, che spiega in una nota: “Il Consiglio dell`Ordine dei giornalisti del Lazio, a seguito delle intercettazioni telefoniche apparse sulla stampa in merito alla connessione Rai-Mediaset, ha tenuto un consiglio straordinario decidendo di convocare, per essere ascoltati su eventuali violazioni deontogiche, i giornalisti Deborah Bergamini, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun, Francesco Pionati e Bruno Vespa”. Nel messaggio si segnalano inoltre gli altri giornalisti coinvolti nelle intercettazioni ai rispettivi Ordini di competenza: Mauro Crippa e Carlo Rossella a quello della Lombardia, Antonio Socci, a quello della Toscana. Il Codacons fa sapere, in un comunicato stampa diffuso oggi, che il proprio ufficio legale sta studiando la possibilità di avviare una causa collettiva (diversa dalla class action approvata dal Senato) a tutela dei teleutenti, finalizzata a far ottenere ai cittadini che hanno pagato il canone un equo rimborso. “Se la qualità del servizio Rai reso agli utenti ha subito ripercussioni negative a causa dello scambio di informazioni tra le due reti, a nostro avviso il canone pagato nel relativo periodo deve essere restituito ai cittadini – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – In tempi non sospetti la nostra associazione ha denunciato incomprensibili cambi di palinsesto nella programmazione Rai, cambi che non ci avevano pienamente convinti”. Con un esposto all`Autorità per le Comunicazioni, il Codacons chiede di aprire un`indagine su tutta la programmazione delle reti Rai degli ultimi 5 anni, e sui cambiamenti apportati ai palinsesti, comparando l`audience delle trasmissioni Mediaset dello stesso periodo, così da verificare se lo spostamento di un programma Rai abbia apportato vantaggi alla rete concorrente.
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