21 Novembre 2007

Rincari record mentre continua la corsa di petrolio ed euro

Famiglie nella morsa dell`aumento dei prezzi
Rincari record mentre continua la corsa di petrolio ed euro
E mentre i prezzi dei generi di prima necessita` volano, il petrolio sfiora i 100 $ al barile e super Euro sta per essere cambiato a 1,50 dollari

Il prezzo della pasta aumentato del 18%. Le bollette di luce e gas cresciute rispettivamente del 19% e dell`8,4%. I carburanti che nella vendita al dettaglio rincarano: la benzina del 9,1%, il diesel del 12,5% ed il gasolio per riscaldamento del 13,3%. E il pane viene venduto praticamente a peso d`oro rispetto a vent`anni fa: più 419% rispetto al 1987. Forniscono questi dati terrorizzanti varie organizzazioni, dall`Unione Mugnai ai ricercatori di Nomisma Energia, dalle organizzazioni dei Coltivatori a quelle dei Consumatori. Ma la situazione è veramente fuori controllo? Secondo Paolo De Castro, ministro per le Politiche Agricole, “I dati confermano il rincaro dei prezzi tuttavia nel nostro Paese tale rincaro è minore rispetto a quanto si registra in altri Paesi Comunitari“. Non tutti però la pensano così: la Procura di Roma ha deciso di aprire un`indagine su un`eventuale ?cartello? di produttori di pane e pasta che potrebbero aver deciso di speculare sull`apprezzamento di questi beni. Contemporaneamente si è messa in moto anche l`Autorità Garante della Concorrenza per scoprire cose c`è dietro ?rincaro selvaggio?, tenendo anche in considerazione che, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori (Cia) “tali aumenti, rilevanti per alcuni settori, sono ingiustificati, poiché le quotazioni sul campo hanno registrato, rispetto al 2006, un calo generalizzato tra l`1 e l`,5%“ e, continua la nota della Cia, “neanche la stessa crescita dei listini del grano sui mercati internazionali ha potuto determinare i forti rincari che si sono avuti per pane e pasta“, rincari che hanno fatto crollare gli acquisti di pane (meno 6,2%) e pasta (meno 5,6%). Sul fronte dei carburanti la situazione non è meno rosea: il petrolio veleggia verso quota 100 dollari al barile e neanche l`essere protetti da Super Euro ormai basta, visto che i prezzi all`origine sono comunque nella valuta statunitense. Inoltre, secondo l`Agenzia Internazionale per l`Energia, lo sforamento di questa quota sarebbe il colpo di grazia per l`economia globale. Se questo scenario non vi sembra abbastanza catastrofico, sappiate che la stessa Agenzia stima il prezzo del greggio per il 2030 a 159 dollari al barile. Ma di chi è la colpa? C`è chi non ha dubbi, come l`economista Nino Galloni che all`agenzia giornalistica AgenParl ha dichiarato “l`economia è schizofrenica perché le decisioni più importanti vengono prese da tecnici-burocrati che guardano solo all`aspetto finanziario e i politici si sono messi volontariamente fuori gioco; finché prevale la speculazione al rialzo sulle materie prime, la minor spesa in dollari per l`acquisto di prodotti petroliferi viene superata dall`aumento degli stessi dovuto alle politiche monetarie di chi governa l`euro: è un cane che si morde la coda“, e chi invece i nomi dei ?cattivi? vuole vederli scritti sulla carta bollata, come il Codacons che ha sporto denuncia alla Procura di Roma “per tutelare degli automobilisti costretti a pagare cifre sempre più elevate per il pieno benzina“. L`Unione europea intanto sembra non aver ancora acquisito sufficiente forza per un`azione di politica economica complessa, mentre i suoi Paesi membri sembrano aver perso ogni mordente. Il gigante economico europeo sembra quindi più ingrossato delle altrui debolezze che dalla propria potenza, che pure sarebbe non indifferente. Sarebbe opportuno che riuscisse a presentarsi all`appuntamento con le economie emergenti in piena forma o rischierà di essere sopraffatto.

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