19 Novembre 2007

La Regione Liguria protesta, i consumatori si rivolgono al Tar

Genova. Il governo taglia in Finanziaria 924 milioni di euro di quelli previsti dal piano Fs 2007-2011. Le Ferrovie (è il caso di dirlo) vanno avanti come un treno. L`amministratore delegato Mauro Moretti ha annunciato, sul Sole 24 Ore, aumenti tariffari e un taglio del servizio pari al 5% dell`offerta totale. I consumatori insorgono, Adusbef e Codacons minacciano ricorsi al Tar. E le Regioni, a cominciare dalla Liguria, dove il servizio rischia di essere pesantemente penalizzato, chiedono al governo l`apertura di un tavolo urgente intorno al quale raccogliere esecutivo, azienda, sindacati. La polemica è esplosa. A pagare saranno, come sempre, i cittadini. Moretti, in buona sostanza, denuncia un ammanco di 924 milioni di euro in Finanziaria: 435 milioni di euro per i contratti di servizio con le Regioni, 333 milioni di euro per la gestione delle infrastrutture, 156 milioni di euro per la lunga percorrenza. I conti dell`azienda, fa sapere l`ad, sono migliorati. Nel 2007 la perdita si è ridotta più del previsto (434 milioni) e il margine operativo lordo, che non avrebbe dovuto esistere, ha toccato quota 370 milioni di euro. Tutto bene, se non fosse che in Finanziaria non c`è traccia dei denari che lo Stato dovrebbe versare all`azienda. Nel ricordare che “anche il commissario Barrot rileva che i nostri prezzi sono fuori dalla media Ue“, Mauro Moretti è categorico: “Ferrovie non farà la fine di Alitalia“, tuona. Il passaggio successivo è prevedibile. L`azienda procederà con gli aumenti tariffari: il +10% dell`ottobre 2007 che non era ancora scattato e il +5% programmato per gennaio 2008. Non solo. L`offerta totale sarà ridotta del 5%, dieci Eurostar saranno soppressi, altri tagli saranno proposti alle Regioni in sede di negoziazione del contratto di servizio. Una pessima notizia per Luigi Merlo, assessore ligure a Trasporti e Infrastrutture. “La situazione è drammatica, a questo punto è necessario aprire un tavolo urgente sul trasporto ferroviario con governo, azienda, Regioni e sindacati“, dice Merlo. A preoccupare l`assessore è proprio la trattativa sul contratto di servizio 2008, per il quale Ferrovie aveva già proposto un rincarico di 16 milioni di euro. Rispetto ai 67 milioni di euro pagati nel 2007, quest`anno la Liguria sarà chiamata a sborsare 83 milioni. “È solo una proposta – dice Merlo – che rischia di variare in senso peggiorativo, ma dico subito che noi quei soldi non li abbiamo. E neppure siamo disponibili ad accettare nuovi aumenti tariffari sulla linea regionale“. I liguri rischiano di pagare due volte. Il primo rincaro tariffario l`hanno incassato lo scorso 1° novembre, quando, ad eccezione degli abbonamenti, la Liguria ha accettato di ritoccare le tariffe regionali del 10% in media. Ora aumenteranno anche gli abbonamenti? “No – assicura Merlo – Siamo contrari“. Ferrovie non potrà imporre aumenti tariffari sulle tratte regionali, ma potrà procedere tagliando. A rischio c`è molto, oltre la linea interregionale Genova-Imperia. “Il servizio notturno delle stazioni – elenca Merlo – le chiusure delle biglietterie, i collegamenti notturni e quelli sulle fasce orarie non pendolari. E i collegamenti estivi, che per una regione come la nostra sono indispensabili“. Anche se la Liguria riuscirà a mettere in salvo gli abbonamenti regionali, le tariffe interregionali e nazionali saranno aumentate dal 2008, come da piano Fs. “E in Liguria i pendolari che utilizzano gli Intercity sono numerosi“, ammette l`assessore. La stangata, insomma, è dietro l`angolo. Senza contare che a mancare all`appello sono anche i denari necessari ad acquistare i mille treni nuovi che Ferrovie aveva pianificato. Anche in questo caso i liguri sono tra i più penalizzati: “32 anni la vita media delle carrozze a fronte di un dato nazionale fermo a 11 anni“, ricorda Merlo. E pensare chela domanda annuale di trasporto ferroviario è aumentata dell`8% in Liguria. L`assessore Merlo e i colleghi delle altre Regioni incontreranno l`ad di Ferrovie il 4 dicembre. All`ordine del giorno, i contratti di servizio 2008. Le associazioni dei consumatori, intanto, liquidano come “inaccettabili“ e “vergognosi“ gli annunciati aumenti. Si tratterebbe, denuncia Adusbef, “di ulteriori 50-60 euro annui di rincari in media, in aggiunta a un`altra raffica di rincari ferroviari già scattati negli ultimi dodici mesi, tra questi le tariffe dei pendolari assieme alla soppressione di alcuni treni“. “Adusbef – avverte il presidente Elio Lannutti – impugnerà gli eventuali aumenti davanti al Tar del Lazio. E ricorda ai vertici che lanciano ultimatum allo Stato la qualità sempre più critica dei servizi ferroviari“. “Gli aumenti annunciate dalle Ferrovie sono a dir poco vergognosi – aggiunge Carlo Rienzi, presidente del Codacons – Il servizio negli ultimi anni non è affatto migliorato e lo dimostrano i continui guasti sulla rete, le tante proteste dei pendolari, il sovraffollamento dei convogli, la sporcizia sui vagoni e i troppi ritardi che danneggiano l`utenza“.

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