E l`euro torna oltre 1,47 dollari Inflazione: +2,1%
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fonte:
- Giornale di Vicenza
E l`Italia “taglia“ il pane e la pasta
Schizzano le materie prime: i prezzi al +27% in un anno
ROMA Continuano a salire i prezzi degli alimentari con pasta e pane in preoccupante accelerazione. I dati definitivi sull`inflazione di ottobre (+2,1%) diffusi dall`Istat hanno confermato i timori: il pane (+10,3% tendenziale) corre più di benzina verde (+6,8%) e gasolio (+7,2%) mentre la pasta accelera a +6,4% rispetto al +4,5% di settembre. Ma se il petrolio continua a stare sui massimi il grano, dopo un`estate e un autunno caldi, negli ultimi 31 giorni è sceso del 25% sul record storico di 249,60 euro a tonnellata, toccando venerdì scorso i 187 euro sul mercato di Chicago. La differenza non è sfuggita soprattutto ai consumatori che ora chiedono una riduzione dei prezzi di pane e pasta. “Non vorremmo che le aziende che utilizzano il grano copiassero le caratteristiche con cui operano nel mercato le imprese petrolifere“ o peggio che “panettieri e pastai facessero come i benzinai“ dicono Adoc Adusbef Codacons e Federconsumatori che “pretendono“ riduzioni conseguenti sui prezzi al consumo. Il quadro funesto per le famiglie è completato dalla conferma che stanno calando i consumi di alimentari (-1,5-2% sottolinea la Cia) e si aggravano proprio per pane e pasta (rispettivamente -6,2% e -5,6%). “Un contenimento dei listini – afferma Coldiretti – potrebbe rilanciare i consumi“ Con pane e pasta corrono più dell`inflazione anche latte (+5,3%), pollame (+7,3%) e frutta (+5,4%). L`euro torna intanto sopra 1,47 dollari, avvicinandosi al record della scorsa settimana di 1,4752 dollari. Il massimo di ieri è arrivato a quota 1,4725 dollari, grazie alla sostenuta crescita del Pil di Eurolandia. Intanto l`Agenzia internazionale per l`energia assicura che le tensioni sui prezzi del petrolio, sono destinate a ripresentarsi nel tempo e i caro-greggio si acuirà nei prossimi anni. A determinarlo – è stato ribadito al Congresso mondiale dell`energia di Roma – sarà l`effetto combinato di due elementi: la crescita dei consumi, strettamente collegata alla crescita economica di India e Cina e al progressivo esaurimento dei giacimenti. E il centro studi di Confindustria annuncia che i prezzi delle materie prime sono saliti, nella prima settimana di novembre, dell`8%, totalizzando un +27,9% in un anno. La colpa è ancora “dei combustibili, saliti dell`11% in una settimana (+39,5%)“.
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