“Troppi ricarichi, PagHIAMO 50 CENTESIMI DI più“
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fonte:
- Il Secolo XIX
NIENTE di più comune di un caffè al bar. Peccato che per questo piccolo e quotidiano piacere tutto italiano i consumatori del Bel Paese paghino in più, rispetto al costo effettivo, oltre cinquanta centesimi a tazzina. A fare i conti in tasca a bar e clienti sono ancora una volta le associazioni in difesa dei consumatori: l`Adoc, l`Adusbef, il Codacons e la Federconsumatori. Secondo i dati raccolti dalle associazioni di consumatori, infatti, una tazzina di caffè costa al gestore di un bar solo 0,22 centesimi, ma noi la paghiamo 0,80 centesimi, ovvero 0,58 centesimi di euro in più: un ricarico di ben il 262 per cento. Ed ecco il dettaglio dei costi. Per ogni tazzina di caffè il barista ha bisogno ovviamente del caffè, 0,08 centesimi; dello zucchero e dell`acqua, 0,01 centesimi; dell`energia elettrica 0,01 centesimi; e infine della manodopera 0,12 centesimi. Il tutto per un costo complessivo di 0,22 centesimi. “In Italia – commentano le associazioni dei consumatori – circa il 25% della popolazione (ossia 14.750.000 cittadini) consuma quotidianamente almeno un caffè in un bar“. “Ciò significa – continuano – che ogni giorno i consumatori pagano oltre 8,5 milioni di euro di ricarico per il consumo di caffè al bar, pari a 3.102.500.000 euro all`anno, ovviamente stimati per difetto“. E aggiungono: “Se il caffè subirà ulteriori aumenti non resteremo con le mani in mano e siamo pronti a organizzare nuove e clamorose manifestazioni di protesta su tutto il territorio contro il caro-tazzina“.
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