L`inflazione cresce del 2,1% In tavola meno pasta e pane
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fonte:
- Giornale di Brescia
ROMA Nel mese di ottobre l`inflazione registra una variazione di +0,3% rispetto al mese di settembre e una variazione di +2,1% rispetto allo stesso mese dell`anno precedente. Lo conferma l`Istat che ieri ha fornito gli indici di ottobre 2007 dei prezzi al consumo. Secondo l`analisi dell`Istat, al netto dei tabacchi, l`indice nazionale dei prezzi al consumo per l`intera collettività, pari a 132,5, ha presentato nel mese di ottobre 2007 una variazione congiunturale di più 0,3 per cento e una variazione tendenziale di più 2,2 per cento. Il rialzo dell`inflazione si deve in primo luogo alla ripresa dei prezzi dei prodotti energetici e all`ulteriore accelerazione del ritmo di crescita dei prezzi nel comparto alimentare. Un effetto di sostegno alla dinamica dei prezzi al consumo deriva, inoltre, dalle tensioni sui prezzi di alcune tipologie di servizi, in particolare della componente non regolamentata. Al netto dei soli prodotti energetici, l`aumento in ragione d`anno dei prezzi al consumo, ad ottobre, è risultato pari al 2 per cento, in aumento rispetto al mese precedente. Nel mese di ottobre gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,9%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,8%) e istruzione (+0,7%); una variazione nulla si è verificata nel capitolo bevande alcoliche e tabacchi; variazioni negative si sono registrate nei capitoli comunicazioni (-0,8%), servizi sanitari e spese per la salute (-0,2%) e ricreazione, spettacoli e cultura (-0,1%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Trasporti (+3,4% per entrambi), mobili, articoli e servizi per la casa (+2,8%) e servizi ricettivi e di ristorazione (+2,7%); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo comunicazioni (-9,9%). Dai dati forniti dall`Istat emerge anche che il prezzo del grano a ottobre si è ridotto almeno del 10 per cento rispetto al mese precedente e non offre quindi alibi a ulteriori rincari del pane e della pasta, che dovrebbero al contrario diminuire. � quanto sostiene la Coldiretti in riferimento ai dati sull`andamento dell`inflazione che parla di aumenti del pane al +10,3% e della pasta al +6,4%. Un aumento, sul quale per altro stanno indagando Antitrust e Procura di Roma, che ha contribuito a determinare il calo record nei consumi di pane con una riduzione in quantità del 7,4% mentre si riducono sostanzialmente anche quelli di pasta di semola che fanno registrare una riduzione del 4,5%. Una ripresa dei consumi potrebbe essere favorita dal contenimento dei listini anche se l`esperienza del passato dimostra – ha precisato ieri la Coldiretti – che alla diminuzione delle materie prime agricole non fa seguito una diminuzione dei prezzi al dettaglio che invece, come benzina e gasolio, tendono sempre ad aumentare. Allarme anche lanciato anche da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori che sostiene che con i rincari di pane, pasta, del latte, del pollame, della frutta e se si considerano anche gli aumenti di agosto e settembre, “solo per il settore alimentare ogni famiglia spenderà in più circa 400 euro annui“.
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