13 Novembre 2007

Caro-petrolio, consumatori contro il governo

Il governo deve restituire ai cittadini oltre 67 miliardi di euro di prelievi fiscali “incostituzionali“ sul prezzo della benzina effettuati dal 2003 al 2007. Lo chiede il Codacons invitando l`esecutivo di Prodi a “mantenere le promesse e tagliare le tasse sui carburanti“. Se oltre a questo, si aprisse la vendita dei carburanti nei supermercati, “si potrebbe raggiungere un risparmio sul prezzo della benzina di 0,42 euro a litro, equivalente a una minor spesa di circa 450 euro l`anno di costi diretti a famiglia, e 200 euro di costi indiretti“ sostiene il Codacons. L`associazione dei consumatori ha già predisposto un fac-simile di ricevuta che automobilisti e lavoratori possono richiedere al benzinaio al momento del rifornimento, con la quale si invita a presentare istanza di rimborso al ministero delle Finanze tramite raccomandata. “È la class action inventata dal Codacons“ ha detto il presidente Carlo Rienzi presentando l`iniziativa. Uomini-sandwich con giubbotti “antipetrolio“ giallo fosforescente stazioneranno nei pressi dei distributori per invitare gli utenti a pretendere il rimborso. Il Codacons invita il governo a “eliminare da subito le tassazioni sul prezzo della benzina, 12 voci che costano 0,27 euro per ogni litro. Alcune tasse risalgono al 1935, come quella per la guerra di Abissinia o per il disastro del Vajont del `63, e sono ancora in vigore“ ha detto Rienzi. La somma di 67 miliardi, 86 milioni e 280 mila euro che l`associazione chiede indietro al governo è il risultato del totale degli aumenti di tasse sui vari tipi di carburante. Riguardo all`Iva sulla benzina, ad esempio, l`aumento medio annuo dal 2003 al 2007 è stato pari a 25,73 centesimi di euro per litro. “In 5 anni ? sostiene il Codacons ? avendo consumato circa 84 milioni di litri di benzina, agli automobilisti italiani sono stati indebitamente prelevati 21 miliardi 613 milioni 200 mila euro“. Calcolando gli aumenti delle accise, l`aumento medio al litro è stato pari a 16,46 centesimi al litro, per un esborso totale di oltre 13,8 miliardi di euro. “Lo Stato ci ha lasciato in balia di petrolieri e speculatori che decidono il prezzo e quindi, a quanto ammonterà l`introito per lo Stato italiano“ ha detto il presidente del Codacons che ha citato a giudizio davanti al tribunale il premier Prodi, i ministri Padoa-Schioppa e Bersani per il prossimo 17 marzo 2008. Rienzi si è detto “certo che la Corte Costituzionale presso cui inevitabilmente approderà il giudizio sul caso, dichiarerà illegittime le tassazioni aprendo la via a ricorsi di massa“. Ma il titolare del Tesoro non è affatto d`accordo su “alleggerimenti fiscali“. Lo ha detto ieri al termine della riunione dell`Eurogruppo, dove il tema petrolio è stato a lungo dibattuto. “Abbiamo discusso su come affrontare la questione ? ha affermato il ministro Tommaso Padoa-Schioppa ?. La cosa migliore è lasciare che il mercato assorba questi prezzi del petrolio, non illudendosi di poterli compensare facendoli pesare sui conti pubblici“. “Serve poi una maggiore trasparenza sullo stato delle riserve energetiche dell`Unione europea“, ha affermato Padoa-Schioppa, spiegando che la Commissione Ue non ha ancora attuato una sua vecchia decisione, perché qualche Paese non era disposto a fornire i propri dati. “Ora l`Eurogruppo ha confermato la volontà di procedere“, ha detto il ministro, sottolineando come nel corso della riunione dell`Eurogruppo si sia detto contrario. “Siamo coscienti ? ha aggiunto Padoa-Schioppa ? che l`energia costosa non è un fatto transitorio, ma legato a oltre due miliardi di persone che crescono a un ritmo del 10% l`anno. Dunque, non ci sono soluzioni, dobbiamo abituarci. Il caro energia è un peso per l`economia. Ma non ci si illuda ? ha ribadito ? di schivarlo con alleggerimenti fiscali“.

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