Frena la produzione industriale, benzina e gasolio alle stelle
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fonte:
- La Provincia di Lecco
Il petrolio vola verso i 100 dollari al barile. Ma il suepereuro aiuta i conti 2007 dell`Italia. A cominciare dalla bolletta petrolifera, attesa quest`anno fermarsi a 26,5 miliardi di euro: un miliardo al di sotto dei 27,5 del 2006. Grazie, soprattutto, al forte apprezzamento della moneta unica senza il quale – fanno notare esperti di settore – il conto dell`Italia per l`approvvigionamento di greggio dall`estero sarebbe volato sopra i 28 miliardi di euro, sui massimi storici. A giocare a favore dei conti dell`azienda Italia, spiegano le stesse fonti, gioca anche l`andamento dei consumi petroliferi che anche quest`anno sono attesi confermare il trend di riduzione. Il costo dei mix di greggi importati in Italia dovrebbe registrare per quest`anno un incremento delle quotazioni espresse in dollari del 12,6%. Un rincaro che tradotto in euro si attesterà invece a +2,7%. La moneta unica consentirà così di risparmiare circa 10 punti percentuali di rincaro. Non sarà così, invece, per gli automobilisti. Per i quali, proprio a causa del rincaro del petrolio, pagherannno i carburanti molto più cari, La conferma del nuovo record del gasolio – segnato dai distributori Total che hanno rialzato da ieri mattina 1,4 centesimi al litro – arriva anche dall`aggiornamento dei listini comunicati dalle compagnie al ministero per lo sviluppo economico che registra da ieri una raffica di rincari. Tranne l`Agip, che aveva aumentato giovedì, rialzi dei prezzi dei carburanti si registrano infatti in tutti i marchi presenti sulla rete italiana. Con aumenti che superano in alcuni casi 1 centesimo di euro. Come per la Total che ha aumentato di 1,4 cent il gasolio portandolo sul nuovo massimo storico rincarando di 0,5 cents anche la verde a quota 1,369. Aumenti di 2 centesimi, invece, per il diesel Shell (a quota 1,278 euro) e di 1 centesimo, sempre sul diesel, per la Erg (a quota 1,268 euro). I prezzi di vendita consigliati dalle compagnie ai propri gestori per il “servito“ (il rifornimento cioè effettuato dal gestore) arrivano così in alcuni distributori italiani ad un massimo di 1,377 euro al litro per la benzina (alla Shell) e al picco storico di 1,279 euro per il diesel. E proprio di fronte a questi rincari che i consumatori parlano di “una class action per 35 milioni di automobilisti italiani“. È l`iniziativa che il Codacons si prepara a mettere in campo di fronte alle “promesse non mantenute“ dal governo sugli sgravi fiscali sui carburanti. Commentando i continui rialzi di benzina e gasolio, spinti dalle fiammate del greggio, il Codacons sostiene come “il primo responsabile delle ricadute del petrolio sui bilanci familiari, è sicuramente il governo italiano. Governo che – afferma – ha promesso più volte sgravi fiscali sui carburanti, mai realmente attuati, continuando così ad incassare ingenti somme grazie agli aumenti dei prezzi alla pompa. Miliardi di euro che ora dovranno essere restituiti ai circa 35 milioni di automobilisti italiani, attraverso una class action“. Secondo il Codacons, “le speculazioni sui prezzi dei carburanti, di questo passo, determineranno tra costi diretti e indiretti un maggior esborso pari a 400 euro annui a famiglia“. Intanto, sul fronte industrale, arriva una gelata sulla produzione, con un abrusca frenata a settembre. Le fabbriche italiane hanno infatti prodotto il 2,3% in meno rispetto allo stesso mese del 2006 e nel confronto con agosto hanno perso l`1% del proprio output. Il calo, su base annua il più significativo da aprile 2006, arriva dopo il balzo registrato ad agosto, mese particolarmente positivo chiuso con un +3,3%. Un risultato che, nonostante le performance tutt`altro che esaltanti di settembre, ha contribuito a tenere a galla il trimestre, chiuso con un +0,6% dopo due trimestri consecutivi di risultati negativi. Il 2007 non è del resto stato fino ad oggi un anno troppo buio per l`industria italiana. Nel confronto tra i primi nove mesi di quest`anno e il corrispondente periodo del 2006 la produzione è cresciuta dell`1,2% (+0,9% il dato corretto per giorni lavoratori, quest`anno 190 contro i 189 dello scorso anno). Secondo le stime dell`Isae l`anno dovrebbe chiudersi con il segno più, con un incremento corretto dello 0,6%. E rassicurante è anche la visione del governo: il dato di settembre, sottolinea il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani, fa parte delle “oscillazioni su un trend che anche quest`anno sarà in crescita“. Il mese di settembre è stato influenzato, ha sottolineato l`Istat nelle rilevazioni mensili, dalla quantità inferiore di giorni lavorativi, quest`anno 20 contro i 21 del settembre 2006. Considerando i dati corretti statisticamente per le giornate di lavoro, il dato negativo passa infatti in positivo, seppur di un modesto +0,3%. A crescere sono stati soprattutto i mezzi di trasporto (+8,9%), la carta, stampa ed editoria (+5,4%), le macchine e apparecchi meccanici (+4,6%). Non hanno invece tenuto il passo le pelli e calzature (-12,8%), la lavorazione di minerali non metalliferi (-4,2%), gli apparecchi elettrici e di precisione (-3,6%). Continua a marciare, anche questo mese, il settore automobilistico. La produzione di autoveicoli (compresi camper, motori e automezzi) è cresciuta del 14% rispetto a settembre 2006 e quella delle sole autovetture del 5,4%. Tutte le previsioni indicano per ottobre un rimbalzo. La Confindustria lo stima dello 0,9%, ma allo stesso tempo sottolinea il gap sempre più marcato con la Germania, la cui industria marcia a ritmo molto più rapido di quella italiana. Ad essere decisamente preoccupata è la Cgil. Quella industriale, afferma Marigia Maulucci, segretario confederale, è “la vera emergenza nazionale“.
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