Il petrolio ancora col vento in poppa
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fonte:
- Il Mattino
Il petrolio ancora col vento in poppa. Viaggia a 97,41 dollari al barile. A vele spiegate verso la temutissima quota 100. Ed è subito effetto-domino. Il prezzo dei carburanti si infiamma. Ancora di più. E il gasolio prosegue la sua corsa al rialzo: il quinto in sette giorni. Ora costa 1,28 al litro. Da venerdì scorso, quando ha segnato il primo balzo in avanti, sfondando per la prima volta la barriera dell`1,25 a 1,253, il diesel è diventato più caro di oltre 2 centesimi portandosi a 1,279 euro sulla rete Total. Tranne l`Agip, del resto, che aveva aumentato ieri l`altro, ritocchi sono in tutti i marchi presenti sulla rete italiana. La verde viaggia attorno a 1,37 euro, staccando di poco il picco di 1,409 raggiunto nel luglio 2006. “Stiamo tenendo d`occhio come sempre la forbice dei prezzi dei carburanti rispetto all`andamento europeo – assicura il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani – perchè non vogliamo che ci siano speculazioni in casa nostra. Fuori casa, invece, qualche speculazione è in atto – ripete da giorni Bersani – convinto che il mercato del greggio sia ormai larghissimamente influenzato da fatti speculativi“. Insomma, tornando al greggio, la soglia psicologica ancora non è stata raggiunta. Ma i timori per le conseguenze sull`economia, anche italiana, sono alti. Bersani non crede però all`equazione tra rialzo del greggio e frenata della crescita. E non ritiene che il rischio di una riduzione del Pil venga dal petrolio ma piuttosto dalla crisi dei mercati finanziari. Come dire: tutta colpa dei subprime. Una crisi che ha portato danno su scala internazionale e potrebbe portare qualche guaio anche per noi. Ad aiutare i conti del`Italia c`è, fortunatamente, il supereuro. È proprio l`attuale debolezza del dollaro, la valuta di scambio sul mercato dell`oro nero, a contrastare il rally del petrolio. Le stime indicano in 73 dollari al barile il prezzo medio del greggio spalmato su tutto il 2007, che, considerando un cambio euro-dollaro su media annua a 1,375 si traducono – per il costo del mix dei petroli importati in Italia – in 53 euro al barile. Solo il 2,7% in più rispetto a quello 2006. A beneficiarne sarà la bolletta petrolifera, che quest`anno dovrebbe fermarsi a 26,5 miliardi di euro: un miliardo al di sotto dei 27,5 del 2006. Ma senza il forte apprezzamento della moneta unica senza il conto dell`Italia per l`approvvigionamento di greggio dall`estero sarebbe volato sopra i 28 miliardi di euro, sui massimi storici. Intanto i consumatori affilano le armi. E annunciano una class action per 35 milioni di automobilisti italiani. L`iniziativa è del Codacons che si prepara a mettere in campo di fronte alle promesse non mantenute dal governo sugli sgravi fiscali sui carburanti, una causa collettiva. Commentando i continui rialzi di benzina e gasolio, spinti dalle fiammate del greggio, il Codacons sostiene che il primo responsabile delle ricadute del petrolio sui bilanci familiari è sicuramente Palazzo Chigi. “Il governo che – afferma – ha promesso più volte sgravi fiscali sui carburanti, mai realmente attuati, continuando così ad incassare ingenti somme grazie agli aumenti dei prezzi alla pompa. Miliardi di euro che ora dovranno essere restituiti ai circa 35 milioni di automobilisti italiani, attraverso una class action“. Secondo il Codacons, le speculazioni sui prezzi dei carburanti determineranno un maggior esborso pari a 400 euro annui a famiglia. Infine lunedì prossimo il Codacons svelerà lo strumento che ha individuato per la restituzione delle accise ai consumatori.
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