L`allarme sul fronte del petrolio resta
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fonte:
- La Stampa
Il peggio sembra passato, la tempesta che ha investito il Mare del Nord è calata di intensità, ma l`allarme sul fronte del petrolio resta. Perché, ormai, in un mercato tirato allo spasimo, basta poco per influire sulle oscillazioni del prezzo del barile: è l`effetto “ala di farfalla“, il paradosso per cui un battito a Pechino fa arrivare a New York la pioggia invece del sole. In questo caso, è sufficiente che si fermi, anche per alcune ore, la produzione di greggio perché la quotazione dall`altra parte del mondo faccia un balzo. Così ieri, con il petrolio ha proseguito la sua corsa verso i 100 dollari: il light crude, dopo aver raggiunto i 97,41 dollari negli scambi elettronici di preapertura a New York, ha chiuso a quota 96,31, un punto di percentuale in più rispetto alla chiusura di giovedì; il Brent si è avvicinato a quota 94 (Londra ha chiuso a 93,47 dollari). A far lievitare le quotazioni del greggio è stata ancora una volta la debolezza del dollaro, ma anche la “tempesta perfetta“ nel Nord Atlantico, che ha costretto le piattaforme petrolifere a bloccare la produzione. Secondo i primi calcoli, il maltempo farà calare del 10%, pari a 220 mila barili, la produzione di greggio in Norvegia; nell`area la britannica Bp ha sgombrato la piattaforma Valhall (80.000 barili), e l`americana Conoco-Philips ha sospeso la produzione in cinque impianti nel campo di Ekofisk, che da solo produce 140.000 barili al giorno. In giornata la produzione è poi ripresa, anche se gradualmente. In Italia, intanto, ad essere tempestoso è nuovamente il fronte dei prezzi al consumatore. Il gasolio ieri è schizzato a quota 1,279 euro al litro (il record è della Total); l`aumento più marcato è però di Shell, con un +2 cent. Anche la benzina ha continuato a correre, raggiungendo per la formula “servito“ 1,377 euro al litro, sempre ai distributori Shell. Ricadute sui diversi comparti economici: Coldiretti ha denunciato l`aumento record del 10% di novembre (rispetto allo stesso periodo 2006) del gasolio destinato all`attività agricola; i pescatori sono sul piede di guerra (come i colleghi francesi) e si preparano a scendere in piazza oggi a Viareggio: i rincari, al ritmo di 1 centesimo al giorno, hanno sfondato il tetto dei 60 centesimi; il Codacons ha annunciato “una class action per 35 milioni di automobilisti italiani“ a fronte delle “promesse non mantenute“ dal governo sugli sgravi fiscali sui carburanti. Bersani assicura che Roma sta “tenendo d`occhio la forbice dei prezzi rispetto all`andamento europeo“ perché, spiega, “non vogliamo che ci siano speculazioni in casa nostra“. Per il ministro per lo Sviluppo economico “il mercato del petrolio è diventato inconoscibile ed è segnato da problemi strutturali e larghissimamente influenzato da fatti speculativi“ e, dice, “fa abbastanza impressione che l`Europa mostri impotenza e guardi con curiosità a quello che succederà domani“. Le previsioni di Bruxelles dicono che i prezzi del greggio resteranno alti sino alla fine del prossimo anno (fra 75 e 81 dollari al barile, con “un aumento annuo medio del 6,6% quest`anno e dell`11,7% nel 2008), per poi calare lievemente nel 2009. E` di poco conforto sapere che, grazie al supereuro, la bolletta petrolifera 2007 dovrebbe attestarsi sotto i livelli dell`anno scorso, fermandosi a 26,5 miliardi di euro contro i 27,5 del 2006: gli imprenditori, prima della fiammata del giugno scorso, prevedeva costi della bolletta petrolifera più “leggeri“ fino a 3 miliardi di euro.
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