8 Novembre 2007

Guidare e fumare: serve un divieto?

Guidare e fumare: serve un divieto?
In Gran Bretagna lo prevede il codice della strada. Pareri discordi in Italia
Risponde a favore Silvio Garattini farmacologo

Ha fondato nel `63 l`Istituto Mario Negri per la ricerca farmacologia, tuttora da lui diretto. Fondatore della European Organization for Research and Treatment of Cancer, è stato ed è tuttora membro di diversi organismi internazionali di ricerca. Un gesto dannoso per tutti Nel nuovo codice stradale inglese è vietato fumare in auto. La Germania ci sta pensando, in Italia c`è una proposta di legge in parlamento, appoggiata da Codacons e Lega Italiana per la Lotta ai Tumori. Professor Garattini, l`Istituto Mario Negri da lei diretto ha fatto recentemente un sondaggio sull`argomento: cosa ne è emerso? “Sette italiani su 10 ritengono che fumare guidando distrae e 6 su 10 sono d`accordo sul divieto. Naturalmente c`è da pensare che sul sondaggio abbia influito il fatto che il 70 % degli italiani non fuma“ Il suo parere sulla proposta di legge? “Sarebbe un divieto sacrosanto, perché fumare in un ambiente chiuso danneggia sia il fumatore sia le persone vicine, le quali finiscono col respirare le sostanze cancerogene attraverso il fumo passivo“. Cosa si sa dei danni del fumo di sigaretta nei piccoli ambienti? “Quanto più piccolo è l`ambiente tanto più aumenta la concentrazione delle sostanze cancerogene e la probabilità che si respirino anche tramite il fumo passivo. E attenzione: il fumo che esce dalla punta della sigaretta è più pericoloso di quello espirato poiché non essendo stato filtrato dai polmoni, contiene intatte tutte le sostanze cancerogene“. Cosa risponde a chi obietta: se sono solo in auto che male faccio? “Ci sono dati che dimostrano che i gesti che fa il guidatore per accendersi e fumare la sigaretta sono fonte di distrazioni pericolose“. L`estendersi degli spazio vietati al fumo favorisce la disassuefazione? “Sì, il divieto nei ristoranti ha fatto diminuire i fumatori, resta da vedere se l`effetto persiste a distanza di tempo“. I danni del fumo accertati? “I tumori del polmone, del cavo orale, del pancreas e della vescica. Poi ci sono gli effetti sul sistema cardiovascolare, che possono portare all`ictus e all`infarto, l`enfisema e l`insufficienza polmonare cronica“. Risponde contro Rita Bernardini seg. naz. Radicali It. Nelle fila radicali dal referendum sul divorzio, è segretaria nazionale dei Radicali Italiani dal 2006. E` stata protagonista di battaglie per i diritti civili e antiproibizioniste come la tutela dei portatori di handicap, la libertà d`informazione e di ricerca. Proibizionismo imperante Rita Bernardini, lei che è da molti anni impegnata sul fronte dell`antiproibizionismo ed è anche una fumatrice accanita, cosa ne pensa dell`idea di vietare il fumo a chi guida? “Sono contraria ad un provvedimento del genere, ritengo che fumarsi una sigaretta mentre si è al volante, non sia più pericoloso che soffiarsi il naso. Sta diventando una vera e propria fobia quella nei confronti dei fumatori. Capisco l`esigenza di rispettare i non fumatori nei luoghi pubblici, ma proprio non riesco a capire perché non si debba poter fumare una sigaretta in santa pace nella propria auto. Un provvedimento del genere limiterebbe la libertà personale, introducendo una nuova proibizione che farebbe più male che bene“. Ci sono dati da cui risulta che accendersi una sigaretta determina una distrazione pericolosa. “Vorrei proprio vedere questi dati, ma anche quanti incidenti stradali sono provocati da altre distrazione ogni giorno“. Ma potrebbe bastare la caduta del mozzicone acceso… “Può capitare, ma facendo attenzione si evita e i tessuti dell`auto sono antincendio. Ma di questo passo si dovrebbe vietare anche l`apertura della bottiglietta dell`acqua minerale“. E il problema del fumo passivo per gli altri a bordo? “Prima di accendere la sigaretta sulla mia macchina quando c`è qualcuno con me chiedo se disturba e se salgo su un`auto di non fumatori non fumo“. In Germania pensano a un divieto a tutela dei trasportati. “Su quest`argomento non occorrono divieti e non si dovrebbe ricorrere al proibizionismo: basterebbe insegnare nella scuola a rispettare il prossimo e trasmettere i sani principi del vivere civile, in modo che domani ci siano degli adulti più consapevoli. Sono contraria ad ogni politica proibizionista. Basta guardare quello che succede con le sostanze stupefacenti: si continua a puntare sui divieti e si fa ben poco per colpire a fondo la mafia che tiene le fila del business miliardario“.

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