Il petrolio schizza ad un passo dai 99 dollari al barile
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fonte:
- Il Messaggero
Il petrolio schizza ad un passo dai 99 dollari al barile per effetto del calo delle scorte Usa, mettendo in tensione la stessa Casa Bianca che ieri non ha esitato a definire i prezzi dell?oro nero «troppo alti». Ma a lanciare l?allarme rosso, mentre il greggio a New York raggiungeva il nuovo record assoluto a 98,6 dollari, per poi ripiegare a 96,42, è stato anche il ministro per lo Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, che ha sottolineaato con forza il rischio «di effetti inflattivi e di rallentamento della crescita» in assenza di un?azione decisa da parte di Bruxelles. Una linea di fermezza, mentre anche l?euro segnava ieri l?ennesimo record superando la soglia di 1,47 dollari, per poi assestarsi a 1,46), pienamente appoggiata dal governo: «L?Unione Europea – hanno reso noto fonti di Palazzo Chigi – è chiamata anche in questo campo ad un impegno diretto». «Ancora una volta – ha osservato Bersani, in visita a Sofia per incontrare il ministro Bulgaro dell?Economia, Peter Dimitrov – va denunciata la paralisi di inziativa da parte della Ue che non riesce a farsi forza dei suoi 480 milioni di consumatori». Già, perchè se «gli effetti speculativi» del caro-greggio (ieri il Brent europeo ha toccato per la prima volta nella storia i 95 dollari al barile) agitano i mercati internazionali, in Italia i continui rincari sui carburanti rischiano di infiammare l?inflazione. Con il diesel che passa di record in record e la benzina che si avvicina sempre più al massimo raggiunto nel luglio 2006, vale a dire 1,409 euro al litro. Negli impianti dei marchi Api-Ip il prezzo della verde è arrivato ieri a 1,367 euro al litro e quello della diesel a 1,268 euro al litro. Mentre Bersani chiede un deciso contrattacco da parte della Ue attraverso Consorzi d?acquisto «in grado di contrastare prezzi determinati solo dal lato dell?offerta» (senza escludere piani di austerithy e nuovi contratti che superino gli attuali «futures»), il petrolio ormai prossimo ai 100 dollari è destinato a gravare pesantemente sulle famiglie italiane, per un totale di 390 euro l`anno. Lo riferiscono Adusbef e Federconsumatori, secondo cui «non si deve attendere che il petrolio arrivi a 200 dollari per dichiarare l?emergenza». I riflessi sul fronte dei carburanti saranno dell`ordine dei 120 euro, per il riscaldamento pari a 140 euro, per il gas e la luce 40 euro e per i costi di trasporto 90 euro. Ma anche sui processi industriali, ci saranno ricadute nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo. «Si tratta perciò di accelerare, la costruzione di impianti di rigassificazione per aumentare l`importazione di gas metano, investire di più in energie alternative e razionalizzare in tempi certi la distribuzione dei carburanti. Secondo i consumatori,le modifiche sul carico fiscale e sul processo di razionalizzazione della rete di distribuzione carburanti porterebbero a risparmi pari a 110 euro annui a famiglia per l`Iva sul gas, 24 euro sull`accisa dei carburanti (se si diminuisce di 2 centesimi al litro) e 144 euro annui per risparmi sulla distribuzione (pari a 12 centesimi in meno al litro). Per il Codacons la corsa dei carburanti porterà ad un rincaro dei generi alimentari del 2-3%, per un esborso di 50 euro annui per nucleo familiare e un ricarico sulla collettività pari a 1,1 miliardi di euro. Preoccupata per l`incidenza dei costi energetici nel comparto alimentare è la Coldiretti che ricorda che i costi della logistica incidono fino a un terzo per frutta e verdura e assorbono in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari. La ricetta di Coldiretti per combattere il caro prezzi, è quella di preferire prodotti locali e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole.
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