8 Novembre 2007

Mini-jeep al piombo: genitori chiedono i danni alla mattel

Per qualche mese ha giocato con la macchinetta Sarge. Ha accarezzato con le manine la vernice al piombo, ha provato a morsicarla, a tirare via le ruote, a sbatacchiarla qua e là, ispirato da quella smania distruttiva che quattro anni e una curiosità irrefrenabile si portano dietro. A Ferragosto la ditta produttrice Mattel fa outing: la minijeep con gli occhi vispi è tutt`altro che un compagno di giochi innocuo. Via dagli scaffali. I genitori del bambino si presentano dall`avvocato. Nello studio legale di Gabriella Marogna c`è la fotografia di un bimbo. Anche lei ha un figlio di due anni e questa storia dei giocattoli avvelenati l`aveva molto incuriosita. Milioni di gadget per bambini messi al bando perché considerati tossici o pericolosi. Dai negozi italiani in un colpo solo ne sono stati cancellati 520 mila, tra i Batman armatura magnetica, ali magnetiche, scudo magnetico e tutte le altre versioni ideate per calamitare il portafogli. Le bambine, invece, hanno pianto l`estinzione dei cagnetti di Doggie Daycare: quelli che fanno il bagnetto, che mangiano il gelato e quelli che fanno ingoiare le calamite. Sopra la scrivania dell`avvocato due genitori sassaresi poggiano invece “Sarge“, la riproduzione in miniatura di Sergente, uno dei personaggi del cartone animato Cars prodotto dalla Disney Pixar. E` un piccolo fuoristrada di plastica e metallo che ha percorso molti chilometri prima di posarsi su quella scrivania. E` stato costruito in Cina dalla Early Light Industrial Co, la quale lo ha spedito ad un`altra ditta in subappalto, la Hong Li Da, che ha verniciato di verde militare la carrozzeria. Poi la macchinetta è stata catapultata in Italia dove la Mattel ha impresso il suo marchio e l`ha lanciata sul mercato. Alla fine si è scoperto che la vernice contiene alti livelli di piombo, una sostanza nociva soprattutto per il sistema nervoso centrale. Gabriella Marogna comincia a documentarsi. Sul sito Internet della Mattel confronta il codice dei prodotti incriminati con quello inciso sulla macchinina. Consulta la causa pilota intentata dalla Codacons, l`associazione dei consumatori, che aveva già provveduto a denunciare per omissione di atti di ufficio gli organismi pubblici preposti a controllare sulla sicurezza e sulla qualità degli articoli venduti, secondo quanto stabilito dall`art. 107 del decreto 206/2005. Si tratta di innumerevoli ministeri, a cominciare da quello dello Sviluppo Economico, ma anche Camere di Commercio, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e gli altri organismi di controllo e certificazione. Poi l`avvocato sfoglia il Codice del consumo: all`articolo 112 si parla del reato di immissione nel mercato di prodotti pericolosi. Gli estremi per una causa di risarcimento contro la Mattel ci sono tutti. Il bambino, nel frattempo, aveva fatto le visite mediche. Naturalmente gli effetti del piombo sulla salute e sul sistema nervoso sono difficilmente certificabili in una relazione. “La cosa certa, invece, – spiega Gabriella Marogna – è l`apprensione vissuta da parte dei genitori. La preoccupazione per gli eventuali danni alla salute subiti dal bambino. Il fatto di non potersi fidare di un colosso come la Mattel, condiziona nelle scelte dei futuri acquisti. Tutti questi fattori possono essere ricompresi nei danni morali“. Il primo passo per la causa alla Mattel è dunque una lettera di diffida all`azienda. E` stata spedita una ventina di giorni fa, ma ancora, dal colosso dei giocattoli, non è arrivata alcuna risposta. Nel frattempo il Natale si avvicina: dopo i 18 milioni di potenziali killer in miniatura fatti fuori dalle vetrine, dopo che l`integerrima reputazione di Barbie, Batman, Polly è stata compromessa in un sol colpo, non sarà semplice per le frotte di mamme protendersi sugli scaffali con la stessa, immutata, leggerezza di sempre.

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