Greggio oltre i 98 dollari al barile
Motivi: speculazione e divisa Usa troppo debole
Folle corsa del petrolio Rincari sui carburanti
Record dopo record il petrolio si avvicina a ritmo inesorabile verso la soglia dei 100 dollari a barile. Un livello sino a pochi anni fa considerato inimmaginabile ma ormai ad un passo, visto che il greggio ha superato anche il confine dei 98 dollari, salendo ieri fino a 98,62 per poi ripiegare in giornata fino ai 96,42 dollari degli ultimi scambi a New York. È ancora il dollaro debole la ragione principale dietro alla forza del petrolio, che ha coinvolto anche le quotazioni del Brent, il greggio di riferimento europeo, che ha superato per la prima volta nella storia i 95 dollari al barile. Con la debolezza della moneta verde vengono spiegate le speculazioni che coinvolgono il mercato del petrolio e quello dei cambi, in un circolo vizioso che al momento non sembra trovare interruzioni. Ma alla corsa del greggio contribuiscono anche le tensioni in Medio Oriente e la costante ascesa della domanda di olio combustibile, soprattutto da India e Cina. Un eccesso di domanda che, se non dovesse trovare compensazione in un aumento della quota di produzione Opec che al momento non appare così probabile, potrebbe portare a nuove impennate del prezzo del petrolio. La serie costante di rialzi ha portato, inevitabili, ripercussioni sui prezzi dei carburanti. La benzina veleggia verso quota 1,4 euro al litro, un record toccato il luglio 2006, quando toccò gli 1,409 euro. E non è detto che la corsa si arresti. Perché se il gasolio ha ritoccato i suoi massimi, raggiungendo gli 1,268 euro al litro, sembrano esserci ulteriori margini di rialzo: si parla di altri 5 centesimi per la verde e di ulteriori 6 cent per il diesel, nel caso in cui, contrariamente a quanto successo sinora, le compagnie petrolifere dovessero decidere di trasferire il rialzo delle quotazioni dei prezzi internazionali sui listini di quelli al consumo. La benzina salirebbe così fino a 1,41 euro al litro ed il gasolio arriverebbe a 1,3 euro. Rimane elevata l`apprensione nel mondo politico: “È una cosa preoccupante“, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, che, denunciando la “paralisi di iniziativa da parte dell`Ue“, propone la formazione di un “consorzio di acquisto“ per contrastare la forza dei paesi venditori. Parole che hanno trovato l`approvazione del Governo, secondo il quale “l`Unione europea è chiamata anche in questo campo ad un impegno diretto“ per prevenire rischi che Bersani indica nell` inflazione e nel “rallentamento della crescita“. Ma l`inarrestabile corsa dei carburanti si farà sentire sul portafoglio delle famiglie italiane e in particolare porterà a un rincaro dei generi alimentari del 2-3%, per un esborso di 50 euro annui per nucleo familiare pari a 1,1 miliardi . La stima è del Codacons che ha calcolato le ricadute sulla tavola degli italiani – ma anche nei bar e ristoranti – dei rincari generati nel trasporto merci dal boom di benzina e gasolio. A fronte di questa emergenza prezzi, il Codacons propone al governo di “intervenire sul piano fiscale in favore degli automobilisti e dei cittadini“. Preoccupata per l`incidenza del carocarburante nel comparto alimentare è Coldiretti che ricorda che i costi della logistica incidono fino a un terzo per frutta e verdura e assorbono in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari. La ricetta di Coldiretti per combattere il caro prezzi è quella, dinque, di preferire prodotti locali e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole.
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