ALIMENTARE: SPESA PIU` CARA CON BOOM PETROLIO,+50 EURO
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fonte:
- Ansa
DA AUMENTO GREGGIO 100 MLN MAGGIORI SPESE PER IMPRESE AGRICOLE
L`inarrestabile corsa dei carburanti
si farà sentire sul portafoglio delle famiglie italiane e in
particolare porterà a un rincaro dei generi alimentari del
2-3%, per un esborso di 50 euro annui per nucleo familiare. La
stima è del Codacons che ha calcolato le ricadute sulla tavola
degli italiani – ma anche nei bar e ristoranti – dei rincari
generati nel trasporto delle merci dal boom di benzina e
gasolio.
“Si pensi a frutta e verdura, carne, latticini, surgelati, e
tutti quei prodotti che ogni giorno viaggiano sui camion per
raggiungere le diverse città d`Italia – sottolinea il
presidente del Codacons Carlo Rienzi – Non solo, a rischio sono
anche i listini praticati in bar e ristoranti. Con i prezzi dei
carburanti a questi livelli, solo nel settore dell`alimentazione
e della ristorazione si rischia un rincaro generalizzato del
2-3%, che a fine anno peserà per 50 euro sulle tasche di ogni
famiglia e per 1,1 miliardi di euro sulla collettività“.
A fronte di questa emergenza prezzi, il Codacons propone al
governo di “intervenire sul piano fiscale in favore degli
automobilisti e dei cittadini“.
Preoccupata per l`incidenza del carocarburante nel comparto
alimentare è Coldiretti che ricorda che i costi della logistica
incidono fino a un terzo per frutta e verdura e assorbono in
media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari. La
ricetta di Coldiretti per combattere il caro prezzi è quella,
dinque, di preferire prodotti locali e di stagione che non
devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle
tavole. Una panacea, oltre che per le tasche – sottolinea
Coldiretti – anche per l`ambiente.
Trasporti e logistica sono note dolenti per il comparto
agroalimentare – annota Confagricoltura: “l`inefficienza della
logistica incide molto sugli aumenti dei prezzi: secondo
un`indagine Ismea-Mipaaf, trasporto e logistica incidono infatti
per oltre il 30% sul fatturato delle imprese, come dire che
quasi un terzo dei costi dipende da questi fattori“.
Il caro-petrolio ha già appesantito di molto i bilanci
aziendali nei primi nove mesi dell`anno. A fare i conti è la
Cia-Confederazione italiana agricoltori che rileva come la
`bolletta petrolifera` sia cresciuta da gennaio a settembre del
25% sul pari periodo dello scorso anno, per un esborso di oltre
100 milioni di euro. Il settore agricolo “già costretto ad
operare in una situazione di crisi strutturale – annota la Cia –
si trova dunque ad affrontare un`altra emergenza costituita
proprio dal caro-carburante“. Una tegola che nel 2006 ha
significato un maggiore esborso per le aziende di 280 milioni di
euro rispetto al 2005.
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