1 Novembre 2007

Prodotti energetici e alimentari infiammano l`inflazione

Prodotti energetici e alimentari infiammano l`inflazione a che, secondo le stime provvisorie dell` Istat a ottobre è salita da +1,7% di settembre a +2,1%. Una variazione preoccupante (dovuta soprattutto ai rincari di pasta e pane, luce e gas) che rappresenta il balzo in avanti più alto da 12 anni a questa parte. E che sommata agli aumenti dei prezzi di agosto e settembre, accusano le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), significa una stangata di 400 euro in più a famiglia. Ad accendere i riflettori sul costo della vita non è stato ieri solo il presidente dell`Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, (è in corso la raccolta di prove sugli aumenti di pane e pasta), ma anche la clamorosa iniziativa della Procura di Roma che ha avviato una serie di accertamenti riguardo possibili “manovre speculative su merci“. È l`ipotesi di reato prevista dall`articolo 501 bis del codice penale, che potrebbe configurarsi nel quadro degli accertamenti avviati dalla procura di Roma sull`aumento indiscriminato, secondo alcune denunce di associazioni di consumatori, di pane e pasta. Il reato prevede una pena fino a tre anni di reclusione. L`inchiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del sostituto Stefano Pesci punta a stabilire se dietro gli aumenti si nascondano accordi di `cartello`. Il fascicolo processuale (per il momento contro ignoti), è stato aperto sulla base di notizie di stampa. La procura, potrebbe sentire i rappresentanti delle associazioni di consumatori. A lanciare L`allarme rosso sulle “ondate speuculative“ non sono solo i sindacati (dalla Cgil alla Ugl) o la Coldiretti (che per contrastare i rincari record del 25% per il vino, invita ad acquistare nelle 21 mila cantine italiane), ma le stesse compagnie petrolifere. Mentre il petrolio schizzava ieri al massimo storico di 94 dollari a barile , il presidente dell`Unione Petrolifera, De Vita, ha lanciato un severo monito al settore : “Possiano stimare – ha sottolineato – che il peso della speculazione si aggiri sui 20-25 dollari a barile“. Ed anche se, sulle alte quotazioni di questi giorni pesano le vicende geopolitiche (Turchia-Iraq, Usa-Iran) sul fronte dei fondamentali del mercato petrolifero (dell`equilibrio cioè tra domanda e offerta) la situazione non giustifica l`attuale tensione dei prezzi. Resta il fatto che, secondo l`Istat, dei quattro decimi di punto in più di aumento dell`inflazione rispetto al mese precedente, ben due decimi sono da attribuire al rincaro dei costi dell`energia e un decimo a quello degli alimentari. Tra i rialzi maggiori sono da segnalare quelli del pane, il cui prezzo è cresciuto del 10% a ottobre contro il +7,5% di settembre e della pasta (+6,5% contro +4,5%). Ma anche il latte (+5,3%), il pollame (+7,3%) e la frutta (+5,4%). Il comparto dell` energia, dal canto suo, ha fatto segnare un aumento tendenziale del 2,9% contro la frenata dello 0,1% registrata a settembre. Su base congiunturale l`aumento è stato dell` 1,1% con un +0,9% per la componente non regolamentata e un +1,4% per quella regolamentata. Deciso balzo in avanti anche per i combustibili da autotrazione (+6,9% la benzina e +7,2% il gasolio) e per quelli per la casa, con un +5,3% su base tendenziale.

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