30 Ottobre 2007

Italiani con i debiti, per scelta e necessità

Le conclusioni di una ricerca di Abi e Prometeia, ma i consumatori ne contestano la “lettura“
Italiani con i debiti, per scelta e necessità
I finanziamenti bancari alle famiglie sono aumentati di un altro 9% nei primi sei mesi

Italiani sempre più indebitati. Per scelta e non solo per bisogno, dicono Abi e Prometeia anche se i consumatori contestano la “lettura“. I finanziamenti bancari alle famiglie sono cresciuti di un altro 9% nei primi sei mesi dell`anno, con un boom del credito al consumo che è aumentato del 17,5%. I dati sono stati comunicati dall`Abi nel corso del convegno sul “Credito alle Famiglie 2007“ e parlano di un fenomeno che nel primo semestre dell`anno è arrivato alla somma complessiva 353 miliardi di euro. E se il grosso di tale ammontare è ancora rappresentato dal credito fondiario residenziale, cioè da tutto l`insieme di mutui per la prima e seconda casa e finanziamenti per le ristrutturazioni, che si attesta a 289,8 miliardi di euro (in crescita del 10,8%), il mondo del credito al consumo – quello cioè delle rate per gli acquisti – fa segnare una crescita del 17,5% a 93,8 miliardi. Un fenomeno in costante ascesa, quindi, come testimonia anche la ricerca condotta da Prometeia, dalla quale emerge che il credito alle famiglie ha mostrato nell`ultimo decennio un tasso di crescita superiore all`11%. Parallelamente, è cresciuta anche l`esposizione delle famiglie, con il rapporto debito su reddito che è passato dal 48% del 1998 al 75% del 2004. Vale a dire che per ogni 1.000 euro di “entrate“, 750 euro erano destinati già tre anni fa alla restituzione di prestiti o mutui. Il ricorso alla rateizzazione, secondo Abi e Prometeia, è però sempre più una scelta che non una necessità. La famiglia “tipo“ in questo panorama è infatti “giovane, con titolo di studio più elevato rispetto al campione complessivo, un maggiore numero di componenti e un capofamiglia lavoratore dipendente“. Non solo, le condizioni di reddito sono solitamente “medio alte“ ed è mutata l`accezione associata all`indebitamento, sempre meno negativa soprattutto per il credito al consumo. Ma i consumatori non ci stanno: “Chi oggi ricorre a prestiti e finanziamenti – ha subito replicato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – non acquista più solo automobili, grandi elettrodomestici o beni costosi, ma si indebita anche per libri scolastici, per spese mediche e persino per acquistare generi alimentari“. Sulla stessa linea Altroconsumo, che parla di una “visione un po` ottimistica“, perché, ha spiegato il presidente Paolo Martinello, “l`industria del prestito sta crescendo molto e i casi di sovraindebitamento non sono così isolati“, tanto che ogni cittadino, secondo Codacons, è “virtualmente indebitato“ per 1.590 euro. Per i consumatori è quindi necessario “realizzare una campagna informativa diretta ai cittadini, per spiegare i pericoli che si celano dietro al credito al consumo e alle allettanti pubblicità di prestiti e finanziamenti“. Una direzione verso la quale si sta comunque muovendo il sistema bancario che, attraverso il consorzio PattiChiari, ha presentato Campagna Dialogo, un`iniziativa per la “alfabetizzazione finanziaria“ destinata a tutti i cittadini.

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