30 Ottobre 2007

Aumenta il debito delle famiglie italiane

In Italia A rate anche alimentari, e l`Abi riconosce: “Ci sono situazioni di sovraindebitamento, poca l`educazione finanziaria“

Aumenta il debito delle famiglie italiane
I finanziamenti bancari saliti del 9% nei primi sei mesi dell`anno

ROMA – Gli italiani comprano sempre di più a rate. Non solo per i mutui o gli elettrodomestici, come accadeva una volta, ma anche i viaggi e, in casi sempre più diffusi, i prodotti alimentari. Segno evidente che una parte delle famiglie non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. I finanziamenti bancari alle famiglie sono cresciuti del 9 per cento nei primi sei mesi dell`anno, con un boom del credito al consumo aumentato del 17,5 per cento. L`Abi, l`associazione bancaria italiana, riconosce che ci sono situazioni di sovraindebitamento, ma assicura che l`identikit del debitore è sostanzialmente uno che si vuole togliere “sfizi“ pagandoli a rate: giovane, laureato, con una ricchezza complessiva più elevata della media e titolare di un pacchetto di prodotti finanziari opportunamente diversificato. Comunque, ha detto il direttore generale dell`Abi, Giuseppe Zadra “il livello di educazione finanziaria è la metà di quello europeo, con un indice di 3,46 contro una media di circa 6“. Proprio per questo, per capire i rischi che sono sottintesi a certi finanziamenti, verrà distribuita una guida al dialogo, una brochure informativa, che sarà distribuita presso i 26.600 sportelli delle banche aderenti al consorzio Patti Chiari e in 90 sedi delle nove associazioni dei consumatori. Nel primo semestre dell`anno il fenomeno del credito è arrivato alla somma complessiva di 353 miliardi e se il grosso di tale ammontare è ancora rappresentato dal credito fondiario residenziale, cioè dall`insieme dei mutui per la prima e seconda casa che è di 289,8 miliardi di euro, il credito al consumo fa segnare una crescita fino a segnare 93,8 miliardi. Secondo un`analisi di Prometeia il credito alle famiglie ha avuto un livello di crescita superiore all`11 per cento. Interessante anche il rapporto debito su reddito delle famiglie che è passato dal 48 per cento del 1998 al 75 per cento del 2004. Vale a dire che per ogni 1000 euro di entrate, 750 euro erano destinati già tre anni fa alla restituzione di prestiti o mutui. La lettura delle associazioni consumatori è naturalmente meno accondiscendente nei confronti di logica che vorrebbe inserire l`indebitamento in un normale trend della società dei consumi. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi sostiene che chi ricorre ai prestiti lo fa anche “per libri scolastici, per spese mediche e persino per acquistare generi alimentari“. Sulla stessa linea Altroconsumo perchè “l`industria del prestito sta crescendo molto e i casi di sovraindebitamento non sono così isolati“. “Chiedersi – aggiunge – se il ricorso al credito sia un fattore di modernità o di necessità non mi sembra rilevante, mentre lo è la trasparenza che ancora il sistema bancario è ben lontano dall`aver adottato“. Secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori ogni cittadino “è virtualmente indebitato per 1590 euro“. Per questo sono tutti d`accordo sulla necessità di innalzare il livello dell`informazione. Secondo un`indagine di Renato Mannheimer, sono soprattutto i giovani con un livello culturale “in costruzione“ a sentire maggiormente l`esigenza di capirne di più: gli studenti che non ritengono di avere acquisito ancora competenze finanziarie adeguate per potersi occupare in maniera appropriata del proprio denaro sono il 16 per cento. E` stato promosso un accordo con il governo per “un fondo di solidarietà“ e un altro a favore dei giovani.

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