30 Ottobre 2007

Il Colle non vede che tutto costa il doppio

MILANO L`elogio dell`euro profuso ieri al Campidoglio da Giorgio Napolitano si scontra con cinque anni di spese in salita per ogni comune consumatore italiano. L`euro “non ha influito sul costo della vita troppo alto“, ha dichiarato il presidente della Repubblica. Eppure un confronto fra i prezzi, di ogni tipo di prodotto fra il 2001 e oggi, è più che eloquente. Le associazioni di consumatori hanno stimato in 70 miliardi di euro la cifra sfilata dalle tasche degli italiani che percepiscono un reddito fisso, da quando è stato introdotto il nuovo conio. E si sono fermati al 2006. Ora la somma non può che essere cresciuta, mentre è precipitato il potere d`acquisto. È quella che chiamano “la rapina del secolo“, come spiega a Libero Elio Lannutti dell`associazione di difesa degli utenti Adusbef. Vero che la colpa dell`euro è relativa. La moneta è neutra. Non è il conio in sé a fare la differenza, perché i disastri del cambio sono dipesi da un insieme di fattori correlati. Innanzitutto i mancati controlli. Ma non si può negare che l`introduzione dell`euro e delle sue monetine percepite come insignificanti ha permesso arrotondamenti (all`apparenza) insignificanti. Che in realtà sono gravi aumenti. La moneta da 5 centesimi non si vede neppure, per cui se mezzo chilo di pasta passa da 0,45 euro a 0,50 non è un problema. Ma se fosse passato da 900 lire a mille sarebbe esploso il putiferio. Così intanto una casa da 60 mq alla semiperiferia di una grande città, che nel 2001 costava 180 milioni, oggi viene 180, se non 200 mila euro. Più del doppio. Tra le cause della “rapina dell`euro“ c`è anche “la sparizione del doppio prezzo“, come spiega Rosario Trafiletti di Federconsumatori. Fatto che in Italia è avvenuto immediatamente, mentre “in Francia la doppia indicazione è rimasta ben più a lungo“. Arginando raddoppi incontrollati. “La colpa del carovita quindi è in gran parte dovuta all`azione indisturbata degli speculatori“, continuano dal Codacons, “che hanno aumentato selvaggiamente i prezzi, dei monopoli e cartelli bancari, assicurativi, petroliferi ed elettrici, delle istituzioni, che non hanno saputo prevenire e punire le speculazioni“. E che hanno portato alla famosa equazione mille lire uguale un euro. “Milioni di italiani“, concludono dal Codacons, “portano ancora sulla loro pelle la perdita del potere di acquisto, che da gennaio 2002 è possibile quantificare in un buon 50%“. Ieri Napolitano ha voluto precisare che “l`euro è stato introdotto anche altrove in Europa e l`aumento del costo della vita non è avvenuto“. Dovevano “informarlo meglio“, ribatte Trafiletti, “perché anche altrove, come in Germania, l`euro ha portato scontento. Anche se mai come qui“. Il presidente forse non riesce ad associare l`aumento del caro vita all`euro, perché dal 2001 a oggi ci sono buste paga raddoppiate proprio come il prezzo della pizza e dell`assicurazione. Il compenso medio di un parlamentare italiano è di 15mila euro, sommando le varie voci ed escludendo l`assegno vitalizio. Nel 2001 era di 18 milioni di lire. Bendetto sia l`euro.

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