Mutui senza scampo: è boom di pignoramenti
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fonte:
- L`Unità
Le associazioni di consumatori: Famiglie rovinate dai prestiti a tasso variabile .
E le banche si prendono le case
ALLARME caro mutui. Sono in aumento i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari. Il 25% delle famiglie italiane che hanno acceso un mutuo a tasso variabile, sono in grande difficoltà. Il motivo? L`aumento dei tassi di interesse avrebbe aggravato la rata mensile da 150 a 250 euro circa per un mutuo dai 100 mila ai 200 mila euro. Lo stima l`Adiconsum che rivela: le famiglie italiane a rischio pignoramenti sarebbero circa 400mila. Mentre i dati raccolti da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconcumatori sottolineano il record di Napoli: sarebbe questa la città italiana in cui è stimata la maggiore crescita del numero di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari: si dovrebbe passare da 1.320 casi de 2006 a 1.690 nel 2007. Un balzo del 29% in più. Secondo i consumatori, le famiglie italiane rischiano il fallimento a causa delle banche e dei loro tentativi di sfuggire alle leggi. “Trasferire mutui è quasi impossibile – sottolineano – costoso, e il governo non interviene“. Se Napoli sta messa male, anche Roma e Milano non dormono sogni tranquilli. “Anche in queste metropoli nel 2007 aumentaranno i pignoramenti“, rivelano i consumatori. Che spiegano con dati alle mani: “Tra il 2006 e il 2007 l`aumento dei pignoramenti nel territorio del tribunale di Roma è stato del 21%, mentre a Milano – sempre nel territorio di giurisdizione del tribunale – è stato del 22%“. Si stima insomma un aumento nel corso di di quest`anno. A Milano di passare per pignoramenti e ed esecuzioni immobiliari da 1.883 del 2006 a 2.297 (+22%); a Roma da 1.510 a 1.827 (+21%); a Monza da 691 a 866 (+25%); a Como da 351 a 442 (+26%); a Venezia da 270 a 313 (+16%); a Macerata da 151 a 191 (+27%) e a Torino da 1.403 a 1.736 (+24%). Un aumento in generale nei principali tribunali del 20% rispetto ai primi otto mesi dell`anno scorso, ma destinata a lievitare, precisano i consumatori. “Le motivazioni di questi dati sono semplici – ha spiegato Luciano Fanti, responsabile del settore bancario del Codacons -. Le banche italiane a differenza di quelle di altri paesi europei hanno venduto i mutui a tasso variabile come fossero più convenienti, pur sapendo di una tendenza al rialzo del costo del denaro“. Le famiglie hanno quindi considerato che il tasso variabile dava una tassa più bassa e si sono fidate. Ora, però, i tassi sono aumenati e i consumatori pagano una rata molto più impegnativa.
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