Caro-pasta, parte l`inchiesta Antitrust
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fonte:
- Corriere della Sera
Il plauso di agricoltori e consumatori
Caro-pasta, parte l`inchiesta Antitrust
Rincari del 20% da settembre, nel mirino le associazioni di categoria
Dopo il pane, la pasta. L`Autorità che vigila sul mercato ha deciso d`indagare sulla borsa della spesa degli italiani, a caccia di aumenti dubbi. Ieri ha aperto un`inchiesta sull`improvvisa impennata del prezzo di spaghetti, tagliatelle e affini, pari a circa il 20%, registrata a partire da settembre. Nel mirino del Garante, Antonio Catricalà, ci sono le più forti associazioni di categoria: l`Unipi che riunisce 160 grandi imprese della pastificazione (85% del mercato) e l`UnionAlimentari cui fanno capo 2 mila piccole e medie industrie dell`agroalimentare. Tutto nasce da una denuncia del Corriere del Mezzogiorno che, nello scorso luglio, raccontava di un incontro a Roma tra 50 imprese dell`Unipi, durante il quale “sarebbe emersa la decisione di aumentare il prezzo della pasta“. Motivazione: l`incremento del prezzo del grano, salito dall`inizio dell`anno del 50% con conseguente rincaro della farina da 24 a 35 centesimi al chilo. Da quel momento in poi le dichiarazioni delle associazioni sulla necessità di far lievitare i prezzi a partire da settembre si sono moltiplicate. Un comportamento che, secondo l`Antitrust, “appare idoneo a restringere significativamente il gioco della concorrenza “ nella produzione e vendita della pasta. Proprio mentre la Russia introduce controlli dei prezzi, l`iniziativa dell`Antitrust piace alle associazioni degli agric oltori, dalla Cia alla Coldiretti, da tempo impegnate a svelare l`aumento artificioso dei prezzi “dal campo alla tavola“. Esultano anche i consumatori, da Adoc a Adusbef, da Codacons a Federconsumatori, secondo cui gli aumenti a due cifre del prezzo del grano si spiegano con il fatto che nel 2005 si era registrato il suo minimo storico. Mentre non sono giustificabili i rincari della pasta il cui prezzo, due anni fa, non era diminuito. “Siamo sereni“ fa sapere il presidente dell`UnionAlimentari, Renato Bonaglia, ricordando che il rincaro delle materie prime mette “a rischio chiusura molte delle piccole e medie industrie “. Promette la “massima collaborazione“ l`Unipi, secondo cui l`Italia è il Paese dove 100 grammi di pasta al pomodoro, fatti in casa, vantano il prezzo più conveniente al mondo: 0,30 euro. L`indagine si concluderà il 30 novembre 2008. E chissà che l`Antitrust non metta sotto inchiesta anche le suore di San Giorgio a Cremano, quasi monopoliste a Napoli e dintorni nella produzione delle ostie, che hanno appena annunciato un aumento del prezzo delle particole fatte di farina e acqua.
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