19 Ottobre 2007

E` il federalismo stradale: le auto corrono, i Comuni fanno cassa

E` il federalismo stradale: le auto corrono, i Comuni fanno cassa, la polizia municipale somiglIa sempre più al braccio armato di un fisco locale e supplementare. Gli ingredienti sono tristemente noti a tutti gli automobilisti italiani. Servono una strada che inviti a correre, un limite di velocità appena appena tirato e un autovelox piazzato con sapienza. Ma anche un incrocio può andar bene, e gli occhi elettronici piazzati sugli accessi alle zone a traffico limitato si stanno rivelando molto efficienti nel ruolo di esattori. Inflessibili quanto infaticabili: in servizio 24 ore su 24, non chiedono neppure gli straordinari. Una vera e propria svolta per i vigili del Belpaese. Così, se nel bilancio di Roncofreddo, piccolo comune in provincia di Forlì-Cesena, gli incassi da infrazioni del codice della strada valevano 9 mila euro nel 2004, l`anno dopo la cifra è schizzata a quota 730 mila: nel frattempo era arrivato l`autovelox. Per non dire del caso di Santa Luce, in provincia di Pisa, 1465 abitanti e ottocento metri di strada che hanno stabilito il record italiano delle contravvenzioni: nel 2005 la macchinetta che registra la velocità ha sputato verbali per 1,7 milioni, in media 1100 euro per ogni abitante. Basti pensare che Santa Luce incassa 517 mila euro all`anno d`imposte locali: le multe valgono tre volte tanto. Cinquemila verbali A San Lucido, sulla costa del Tirreno calabrese, gli impiegati del Comune sono invece alle prese con i conti di quest`anno: i cinquemila verbali compilati nel corso dell`estate dovrebbero portare nelle casse della cittadina 500 mila euro, a fronte di una previsione di 200 mila. La giunta ha approvato una variazione di bilancio: spenderà 6000 euro più del previsto in notifiche postali. Ma è chiaro che ne vale la pena. Estate fruttuosa anche a Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia: da 28 mila euro incassati a suon di multe nel primo semestre 2006 il Comune è passato a 42 mila nello stesso periodo del 2007. A Ronchi i vigili urbani si danno un gran daffare, e non solo con l`autovelox: hanno fatto 9 mila euro di verbali per eccesso di velocità e 7668 euro per sosta oltre il limite indicato dal disco orario. Altri 4068 euro dovrebbero entrare in cassa grazie ai parcometri dell`aeroporto. Merito dell`elettronica L`arrivo di telecamere, macchine fotografiche e sensori sempre più sofisticati è il segreto di questa impennata dei verbali. Col risultato che tra 2001 e 2005, in tutta Italia, gli incassi da multa sono cresciuti del 52% raggiungendo la ragguardevole cifra di 1,25 miliardi nel 2005, cui vanno aggiunti i 201 milioni recuperati con le multe “statali“, quelle cioé compilate da polstrada (140 milioni), carabinieri (56 milioni) e Guardia di finanza (3,8 milioni). Totale 1,44 miliardi: come se ogni italiano munito di patente avesse pagato 43 euro. Da solo il Comune di Roma, che ha il record degli incassi da multa, ha fatto meglio dello Stato: 207 milioni, pari al 12% delle imposte locali, in media 80 euro a cittadino. Milano s`è fermata a 81 milioni, il 9,63% delle entrate da imposte, un po` più di 60 euro a testa: in entrambi i casi hanno avuto un peso determinante le zone a traffico limitato, oltre naturalmente all`indisciplina degli automobilisti. L`esempio di Firenze, invece, aiuta a valutare l`apporto degli occhi elettronici: nel 2005 su oltre 700 mila multe staccate in città 400 mila sono state fatte grazie alle telecamere. Un terzo delle entrate Controlla tu che controllo io, gli incassi da contravvenzione valgono in media il 7% di quelli da imposte locali. E se nei casi come quello di Santa Luce la sproporzione tra multe e imposte locali si deve alle dimensioni della comunità almeno quanto allo zelo dell`autovelox (non può incassare granché un comune che conta appena millecinquecento anime), guardando ai capoluoghi di provincia si scopre che in venticinque di queste città i verbali della polizia municipale concorrono alle entrate per più del 10%. A Palermo valgono addirittura un terzo (32,08%) delle imposte, a Caserta il trenta e rotti (la mazzata pro capite è di 120 euro), a Bolzano poco più del 21%, a Napoli il 19%. Torino deve ai civich – e ai loro collaboratori elettronici – una somma che equivale al 12,6% delle entrate da tasse, con una media di 66 euro a testa. Insomma, è chiaro che senza le entrate da infrazione stradale i conti municipali affonderebbero inesorabilmente nel profondo rosso. A Bologna, Torino e Roma, per esempio, il totale delle multe vale più dell`addizionale Irpef. E in tutto il Paese – si legge in un indagine pubblicata in febbraio da Il Sole 24 Ore – ci sono sette comuni nei quali le entrate da infrazioni al codice della strada fruttano il doppio delle imposte locali, e ventitré nei quali rappresentano più del 100%. Sono invece ventisette le città nelle quali l`incasso da multa supera la soglia dei 200 euro per abitante. Pagano di più gli abitanti delle regioni del Centro, 41 euro a testa. Seguono gli italiani residenti nel Nordovest, 27 euro ciascuno e nel Nordest (22 euro). Più basse le medie del Sud, a 16 euro, e delle isole, 14 euro. Le città da record (per abitanti e quantità di contravvenzioni), Roma e Milano, svelano i vizi preferiti dagli italiani al volante. Nella capitale sono stati compilati – su un totale di tre milioni – 310 mila verbali per sosta vietata, 762 mila per il passaggio in zone a traffico limitato (conducenti sorpresi dalle telecamere), 51 mila per guida parlando al telefono, 46 mila ad automobilisti passati col rosso. Col traffico di Roma resta difficile riuscire a superare il limite di velocità. A Milano (il totale è 2 milioni) 570 mila multe sono state fatte su strade controllate da telecamere, 900 mila per divieto di sosta, 400 mila per comportamenti scorretti alla guida, dal telefonino al rosso, alla mancanza di cintura di sicurezza. Ma incassare non è facile Non bisogna però dimenticare che compilare una multa è senz`altro più facile che incassarla: ci sono milioni di contravvenzioni – e di conseguenza centinaia di milioni di euro – che finiscono per non entrare mai nelle casse municipali. Il dovuto si perde per ritardi, errori burocratici e lungaggini assortite. Il Comune di Napoli, per esempio, nel 2006 ha iscritto a bilancio 73 milioni di entrate alla voce “contravvenzioni“: 10 milioni riscossi. E negli ultimi quindici anni la situazione è drammatica: su 421 milioni di euro se ne sono incassati poco più di 36. Palermo dovrebbe incamerare 33 milioni da 350 mila multe, ma s`è fermato a metà. Come se non bastasse, l`amministrazione ha dovuto restituire 277 mila euro ad automobilisti che hanno presentato ricorso e hanno vinto. Tra loro c`era persino il comandante dei vigili, per due contravvenzioni rimediate dalla moglie. Ma non c`è soltanto l`elettronica. Quando si tratta di divieti di sosta ha una parte importante lo zampino – e lo zelo – degli ausiliari del traffico, giustizieri che nonostante la pettorina fluorescente riescono a mimetizzarsi per colpire al momento buono. I comuni girano una parte dell`incasso alla società che gestisce gli ausiliari, alimentando il meccanismo del “più multe fai più guadagni“. I più efficienti riescono a portare a casa cento contravvenzioni al giorno. Risorsa preziosa, perché il divieto di sosta è una delle infrazioni più difficili da contestare con i ricorsi. Afferma il Codacons: “Nei grandi centri urbani le amministrazioni hanno imparato che con le multe è meglio andare sul sicuro. Due verbali su 3, ormai, si devono a parcheggio in doppia fila e divieto di sosta. I rischi di contestazione, così, sono prossimi allo zero“. Senza dimenticare che anche gli automobilisti potrebbero andare sul sicuro. Visti i numeri, un rispetto rigoroso del codice della strada potrebbe esser letto come una forma innovativa di sciopero fiscale. Ma forse è chiedere troppo all`Italia del volante.

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