16 Ottobre 2007

Pane troppo caro, interviene il Garante

Meno pane sulle tavole dei romani, forni che chiudono, rosette che lievitano (nel senso dei prezzi), panificatori ormai pochi e nel panico. E di ieri, invece, la notizia dell`apertura di un`istruttoria da parte dell`Autorità garante della concorrenza e del mercato, per verificare se la diffusione di un listino dei prezzi e l`indicazione del loro aumento, alla luce dell`incre mento del costo del grano, abbia ristretto la concorrenza. In particolare, secondo l`Auto rità, l`indicazione dell`associazio ne potrebbe aver indotto un aumento generalizzato e sostanzialmente uniforme, e comunque superiore a quello che si sarebbe verificato in assenza dell`indica zione e del tariffario, da parte degli oltre 8.000 panettieri che operano nella provincia. L`istruttoria, che dovrà concludersi entro il 18 luglio 2008, è stata avviata anche alla luce di una segnalazione ricevuta dall`associazione Altroconsumo, secondo la quale gli aumenti del prezzo del pane annunciati nelle principali città italiane potrebbero essere il risultato di comportamenti concertati. Intanto, una ricerca della Coldiretti su base annua relativa agli acquisiti domestici degli italiani del pane Ismea Ac Nielsen nei primi otto mesi dell`anno, evidenzia una riduzione agli acquisti. Le associazioni di consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori accolgono “con soddisfazione“ l`apertura di una indagine da parte dell`Antitrust sui prezzi del pane a Roma. “Una riduzione certamente collegata al cambiamento degli stili di vita ma che è stata anche accompagnata“, precisa la Col diretti, “da un progressivo aumento dei prezzi con rincari del 419 per cento negli ultimi venti anni“. Il prezzo del pane, secondo Coldiretti mostra grande variabilità nelle diverse città con valori medi più elevati raggiunti a Milano (3,39 Euro/Kg) e Bologna (3,26 Euro/Kg) mentre livelli più contenuti si registrano a Palermo (2,25 Euro/kg) e Roma (2,07 Euro/Kg) secondo le elaborazioni Coldiretti su dati osservatorio prezzi del Governo ad agosto. Una variabilità che non dipende dall`anda mento del prezzo del grano che è fissato su valori internazionali ed incide attorno al dieci per cento sul valore finale. “Una differenza che dimostra come“, conclude la Coldiretti, “nella forbice dei prezzi alla produzione e quelli al consumo c`è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire un`ade guata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie con conseguenze negative per i consumi“. Preoccupato per l`andamento dei prezzi anche Massimo Pallottini, commissario straordinario dell`Arsial. “In questi giorni sentiamo parlare sempre più frequentemente di aumenti indiscriminati del costo del pane“, commenta Pallottini, “importante per il nostro equilibrio alimentare, fondamentale componente della dieta mediterranea. Un incremento che non può essere attribuito al mondo agricolo, tenendo conto delle contenuta incidenza della materia prima sul prezzo finale del prodotto che, peraltro, ha subito un leggero aumento dopo anni di flessioni, a tutto svantaggio degli agricoltori“. Oltre alle lamentele dei consumatori seguono quelle dei panificatori “Siamo passati da 13 euro al quintale a 28“, spiega Luigi Pasquetti segretario dell` Unione panificatori, “E in vista, ce ne possono essere altri. Come dobbiamo fare? E di pane se ne vende sempre meno. Venticinque per cento in meno in quattro anni. Vuoi per le diete e per i prodotti cosiddetti alternativi, quelli belli e confezionati che hanno preso il sopravvento. Ma più di tutto perché la gente sta attenta a comprare filoni e pagnotte. Perché oramai non si può più buttare niente. E fare meno vendite vuol dire chiudere il forno“. A non badare a spese ci sono solo i turisti che davanti alle pizzerie storiche del centro aspettano anche venti minuti per pagare dai 4 ai 5 euro per la pizza a taglio. Potere della cucina italiana. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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