27 Giugno 2002

7 giorni in Kenya alla famiglia perugina che consuma meno

Il Comitato dei consumatori lancia il concorso: 7 giorni in Kenya alla famiglia perugina che consuma meno

Sprechi d?acqua, 80mila fuorilegge

Fino a 50 euro per chi annaffia. Il Codacons: «Sono multe irrisorie»



Vietato innaffiare i fiori e lavare le automobili. E sarebbe meglio chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti: abluzioni varie e igiene dentale “costano“ alle scorte comunali ben 40 litri di acqua. Il vademecum del cittadino alle prese con i razionamenti notturni che prescrive di non sprecare acqua, è utile per non pentirsene quando l?afa sarà insopportabile e i rubinetti saranno a secco, ma soprattutto per evitare le multa decise dai regolamenti comunali per chi viene sorpreso a sprecare acqua. L?ammenda è fissata da un minimo di 25 a un massimo di 50 euro. Certo non si tratta di grandi cifre: in vecchie lire si parlerebbe di un biglietto da 50 o da 100mila lire da versare alle casse dell?erario. Quel che lascia perplessi è che sono decine di migliaia, forse 80mila, gli utenti in difetto con il regolamento: chi in questi giorni di penuria idrica non ha mai innaffiato i fiori, lavato i pavimenti o sprecato anche una minima quantità di acqua per usi non classificato come “strettamente necessari“? «Queste multe sono irrisorie e non funzionano da deterrente contro gli sprechi – tuona Carla Falcinelli, presidente del Codacons dell?Umbria – Bisognerebbe piuttosto insistere sulle azioni di sensibilizzazione dei cittadini affinché si capisca il vero calore dell?acqua». E da Perugia il Codacons ha lanciato un?inusuale campagna: le famiglie che sprecheranno meno acqua parteciperanno al concorso che mette in palio una vacanza di 7 giorni in Kenya. Vitto e alloggio gratis per 4 persone che riusciranno a dimostrare di aver utilizzato l?acqua in modo corretto durante l?anno. Il Codacons, inoltre, ha analizzato il rapporto tra la città e l?acqua erogata dagli acquedotti comunali. Il 91% delle famiglie umbre beve acqua minerale, il 49,7 lamenta irregolarità nell?erogazione dell?acqua nel periodo estivo, mentre il 56,9 preferisce non bere l?acqua di rubinetto perché non si fida. E le prospettive a lungo termine non sono brillanti: il Codacons ha stimato che nel 2025 l?Umbria potrebbe diventare assetata come oggi capita alla Sicilia.

Sono in molti (Codacons e Verdi, per esempio), a pensare che la soluzione alla crisi idrica di Perugia e provincia è meno complicata del previsto. Tra le proposte c?è il risanamento delle reti cittadine, il completamento delle reti irrigue del Montedoglio e del Chiascio, il potenziamento degli impianti di depurazione, la chiusura degli scarichi inquinanti e la separazione degli acquedotti comunali per uso potabile (cucina) da quelli per uso domestico.
Il capitolo della ricerca di scorte d?acqua supplementari, infine, si arricchisce di un altro paragrafo. Se è di ieri l?annuncio di nuovi pozzi stanziati dal Conap, il consorzio acquedotti della provincia di Perugia, secondo i Verdi qualcosa non va in quelli già esistenti. Degli 80mila pozzi presenti in Umbria 70mila sarebbero abusivi. Un numero spropositato di serbatoi dai quali si attinge acqua stanno, «prosciugando le falde idriche; una loro eventuale moltiplicazione toglierebbe l?acqua agli altri pozzi». Secondo i Verdi, infine, «le poche acque rimaste sono spesso inquinate e, quindi, difficilmente utilizzabili». Sull?emergenza idrica è intervenuto anche il senatore Fiorello Cortiana, che ha sottolineato l?urgenza di «una politica di corresponsabilizzazione degli agricoltori per evitare i conflitti», e ha proposto la creazione di un?«Authority» neutrale per la gestione concreta della risorsa acqua. Questa situazione, in una regione ricca di monti, boschi e fiumi «non può essere dovuta ai soli fenomeni atmosferici, ma anche all?incuria».

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