16 Giugno 2021

5,6 milioni di italiani vivono in assoluta povertà

 

 

Il 9,4% della popolazione vive in povertà assoluta: si tratta di due milioni di famiglie e 5,6 milioni di persone. Tra cui 1,3 milioni di minori: un dato senza precedenti, da quando – nel 2005 – l’Istat ha iniziato a rilevare le serie storiche sulla povertà. Il dramma registrato nell’ultimo anno è accentuato dal Covid che ha bruscamente interrotto un trend positivo: le famiglie coinvolte sono passate in 12 mesi dal 6,4 al 7,7% e gli individui sono saliti dal 7,7 al 9,4%.
Dalla rilevazione Istat emerge che l’incidenza varia dal 9,5% del Centro al 14,5% del Mezzogiorno. Rispetto al 2019 le condizioni dei minori peggiorano a livello nazionale (da 11,4% a 13,5%) e in particolare al Nord (da 10,7% a 14,4%) e nel Centro (da 7,2% a 9,5%). Disaggregando per età, l’incidenza si conferma più elevata nelle classi 7-13 anni (14,2%) e 14-17 anni (13,9%, in aumento) rispetto alle classi 4-6 anni (12,8%) e 0-3 anni (12,0%, in crescita rispetto al 2019).
A preoccupare è l’incidenza di povertà assoluta in crescita tra le famiglie più numerose: son il 20,5% quelle con cinque e più componenti e l’11,2% quelle con quattro; si attesta invece attorno all’8,5% se si è in tre in famiglia. L’incidenza di povertà è invece più bassa, al 5,6%, nelle famiglie con almeno un anziano e scende al 3,7% tra le coppie in cui l’età della persona di riferimento della famiglia è superiore a 64 anni (nel caso di persone sole con più di 64 anni l’incidenza è pari al 4,9%). In generale, la povertà familiare presenta un andamento decrescente all’aumentare dell’età della persona di riferimento; generalmente, infatti, le famiglie di giovani hanno minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più bassi e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati.
Nel dettaglio, la povertà assoluta riguarda il 10,3% delle famiglie con persona di riferimento tra i 18 e i 34 anni e il 5,3% di quelle con persona di riferimento oltre i 64 anni. Rispetto al 2019 l’incidenza di povertà cresce tra le famiglie con persona di riferimento di 35-44 anni (da 8,3% a 10,7%) e tra quelle in cui la persona di riferimento ha fra i 45 e i 54 anni (da 6,9% a 9,9%).
La diffusione della povertà, inoltre, diminuisce al crescere del titolo di studio. Se la persona di riferimento ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore l’incidenza è pari al 4,4% mentre si attesta al 10,9% se ha al massimo la licenza di scuola media (entrambe le modalità in crescita rispetto al 2019).
«I numeri forniti dall’Istat sono peggiori di qualsiasi previsione e attestano come in Italia si registri una nuova popolazione di poveri» dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

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