Sono 549 i cittadini danneggiati
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
una «piccolissima parte» precisa l’ ex assessore al bilancio filippo mancuso
CATANZARO – Sono appena 549 i contribuenti catanzaresi ad essere coinvolti nel ricalcolo della Tari in eccesso. Una «piccolissima parte», precisa l’ ex assessore al bilancio Filippo Mancuso, poiché si tratta del solo 1,3% delle utenze totali (40.633). Tuttavia, per effetto dei rimborsi dovuti a chi ha versato in eccesso l’ imposta sui rifiuti, la restante parte dei contribuenti subirà un rincaro medio di 80 centesimi per coprire il gettito (poco meno di 33 mila euro) venuto di conseguenza meno. È arrivata a tarda serata la presa di posizione dell’ amministrazione del capoluogo regionale dopo una lunga giornata di fibrillazioni perché Catanzaro figurava nella lista dei municipi con un regolamento non più in linea con le interpretazioni del Mef. Nella precisazione fornita da Mancuso si rende noto (attraverso un esempio di tariffazione del nuovo calcolo della tariffa) che il rimborso medio si aggirerà sui cinquanta euro. La restituzione dovrebbe avvenire per compensazione a partire dalle rate della tassa del 2018, così come la spalmatura da 80 centesimi che interesserà la quasi totalità dei contribuenti. Tutto ciò per salvaguardare gli equilibri del piano finanziario Tari (i costi del servizio di smaltimento rifiuti devono essere integralmente coperti dal gettito delle relative tariffe introitato dalle casse comunali). Ancora non è chiaro cosa potrebbe accadere per gli anni antecedenti al 2017, poiché la nuova tariffa sui rifiuti (una componente dell’ imposta unica comunale) è stata introdotta nel 2014. Il termine di prescrizione per ottenere la restituzione dell’ indebito è di cinque anni a partire dal versamento dell’ imposta o, comunque, da quando è stato accertato il diritto alla restituzione. La vicenda sulla corretta esegesi della disciplina della Tari è iniziata con un’ indagine avviata due settimane fa dal Sole 24 ore che ha sollevato un caso diventato di portata nazionale, visto che è stato coinvolto un cospicuo numero di comuni (includendo anche Milano, Genova e Napoli) fra cui anche il capoluogo regionale calabrese. L’ imposta sui rifiuti ha due componenti: una quota fissa e una variabile, cifre che variano a seconda del numero degli occupanti del l’ immobile soggetto all’ impo sta. In ogni caso, la determinazione della tariffa deve riferirsi all’ utenza comprensiva dell’ unità abitativa e delle varie pertinenze (magazzini, garage, depositi, ripostigli, ecc.). Nel caso di Catanzaro, come di altri municipi, il problema riguarda la metodologia di conteggio proprio delle pertinenze all’ abita zione. Secondo l’ ultimo regolamento comunale Tari approvato (il comma 2 dell’ art. 15), ai locali individuati come pertinenze, oltre alla quota fissa, si applica quella variabile, sebbene nella misura minima di un occupante. Una disposizione che cozza con l’ ultima interpretazione affermata dal sottosegretario all’ economia Pier Carlo Baretta che, all’ interno di una risposta scritta ad un’ interro gazione del parlamentare cinquestelle L’ Abbate, ha precisato la corretta interpretazione della normativa nazionale (decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158 con successive modificazioni). La parte variabile della tariffa va computata solo una volta, considerando l’ intera superficie dell’ uten za , perciò inglobando sia la parte abitativa e sia le pertinenze. Gli uffici comunali hanno assicurato che le disposizioni regolamentari saranno prontamente riviste, anche se declinano Il Municipio di C a t a n z a ro ogni responsabilità, imputandola alla differente “interpreta zione” ministeriale che sarebbe venuta in corso d’ opera. Va detto che altri comuni, consapevoli dei possibili incagli interpretativi, hanno esplicitamente previsto esplicitamente nel proprio regolamento Tari l’ esclusione dell’ applicazione della tariffa variabile alle pertinenze dell’ abitazione. Al di là delle rassicurazioni del Comune, nel corso della giornata numerose associazioni di consumatori, con il Codacons in testa, avevano annunciato la ricognizione degli indebiti versamenti per poi proseguire con azioni collettive. Si erano anche mosse numerosi esponenti dell’ opposizione all’ amministrazione di centrodestra. Parentela (deputato del M5S) ha annunciato che, oltre al caso di Catanzaro, il problema Tari doveva essere esteso: «stiamo mettendo in campo una task force a livello regionale per rintracciare tecnicamente l’ er rore in ogni comune calabrese». Enzo Ciconte (Pd), consigliere regionale e del capoluogo, insieme ad altri tre colleghi, ha inviato al sindaco Sergio Abramo un’ interrogazione per vederci più chiaro sull’ applicazio ne della Tari a partire dal 2014. La tassa farà ancora discutere.
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