27 Aprile 2010

3D solo con occhiali usa e getta

Occhiali 3D per la visione dei film al cinema. Il Ministero definisce le norme a tutela della salute. Ma Vicenza è già in regola. Ieri l’ Ulss 6 di Vicenza ha emanato le disposizioni imposte dalla circolare del ministero della Salute sulle modalità di uso dell’ occhiale, dopo la denuncia dei giorni scorsi da parte del Codacons. In sintesi, s’ impone l’ utilizzo dell’ occhialino monouso, con confenzione sigillata. E c’ è il divieto per i minori di sei anni. GLI ACCESSI. Ma a Vicenza non sussistono problemi. Sia nel cinema multisala "The space Warner Village", a Torri di Quartesolo, che il "Charlie Chaplin" di Arzignano, le uniche due realtà dove si proiettano pellicole in 3D, utilizzano proprio le montature monouso. Ma una cosa è certa. La polemica ha aumentato l’ attenzione su questo nuovo modo di fare cinema: ad Arzignano sono diminuiti gli accessi, mentre a Torri di Quartesolo continua il tutto esaurito tanto da far annunciare: «Entro l’ anno saranno attive ben quattro sale 3D. Questo è il futuro del cinema». I RISCHI. Il mese scorso la Codacons nazionale denunciava come nei cinema italiani fossero distribuiti occhiali senza marchio CE (la sigla non è un marchio di qualità, ma attesta la conformità del prodotto ai requisiti essenziali di sicurezza, fissati dalle disposizioni comunitarie). Stando al Codacons, poi, negli occhiali distribuiti nelle più importanti catene cinematografiche sarebbe apparsa solo la scritta "Made in China" e le avvertenze sui pericoli connessi all’ utilizzo non sarebbe stata riportata in italiano. Non solo. Gli occhialini sarebbero stati riciclati, passando da uno spettatore ad un altro, con il rischio di trasmissioni di malattie anche gravi, attraverso le lacrime depositate sulle lenti e sulla montatura. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha accolto i timori dei consumatori emanando una circolare sull’ utilizzo che ieri è stata recepita e divulgata a tutti i cinema del territorio dal Servizio igiene e sanità pubblica, Dipartimento di prevenzione dell’ Ulss 6. LE REGOLE. Nelle disposizioni si specifica che l’ utilizzo degli occhiali per il cinema deve essere monouso, quindi garantito da confezione sigillata. Si chiede inoltre al gestore del cinema di predisporre dei cartelli in cui sia indicato chiaramente che «gli occhiali 3D non vanno utilizzati al di sotto dei 6 anni di età». Inoltre «l’ uso non deve andare oltre quello della durata di uno spettacolo». E infine che «la fornitura dell’ occhiale deve essere monouso». NELLE SALE. «In realtà siamo caduti in piedi – commenta il direttore del multisala "Charlie Chaplin" di Arzignano, Valerio Lorenzetto -. Quando abbiamo dovuto scegliere che tecnologia installare, a settembre 2009, a parità di prezzo, abbiamo optato per quella "RealD" che prevede l’ utilizzo di occhiali monouso. Una scelta dettata da un unico criterio: non dare in mano allo spettatore un prodotto costoso che possa essere rotto, così da evitare eventuali contestazioni fuori dalla sala». Insomma, la tecnologia c’ è, e di qualità, ma è tutta nella sala proiezione, chiusa chiave e nelle mani di esperti. Stessa decisione per il direttore di "The space Warner cinema" a Torri, Andrea Baratta: «Prima di scegliere abbiamo valutato il funzionamento di altre sale. Ho notato che per gli occhiali con tecnologia non sempre la sterilizzazione era puntuale, soprattutto nelle sale più grandi. In alcuni casi ho visto consegnare occhiali e salvietta per disinfettare allo spettatore, come a dire: "Pulisciteli". Di qui la decisione per la montanura monouso». IL FUTURO. Insieme all’ occhiale monouso alla Warner la direzione ha messo ben in mostra l’ informativa che precedeva la circolare di Fazio in cui si sconsiglia l’ uso ai bimbi al di sotto di sei anni, lo vieta per quelli più piccoli di tre. E ancora. Informa che sono possibili, sia in grandi che in piccini, dei «disturbi di tipo funzionale (mal di testa, nausea vertigini, affaticamento degli occhi), senza determinare danni o patologie irreversibili». Continua Baratta: «La prima sala 3D è stata inaugurata nel dicembre 2009. C’ è stato il boom con Avatar, poi un calo,più dipeso dal titolo che dalla polemica sulla tecnologia. In ogni caso quella sala, 250 posti, è sempre piena. Risultato? Puntiamo ad ampliare: entro l’ anno saranno attive in tutto quattro sale».

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