15 Marzo 2010

3D sconsigliato ai minori di sei anni

A Milano, una bambina di tre anni ha contratto un’infiammazione agli occhi a causa degli speciali occhialini

Milano – Il 3D sarà anche divertente per i bambini, ma può essere pericoloso. Una bambina di tre anni ha infatti contratto una forte infiammazione agli occhi dopo avere visto con gli occhiali speciali il film "Alice in the Wonderland" in un cinema Plinius di Milano. Dopo poche ore la piccola è stata portata al pronto soccorso dai genitori. Diagnosi: infiammazione acuta. Subito intervenuto il Codacons, che ha annunciato che farà causa alla sala cinematografica. E che già nelle scorse settimane aveva denunciato ai Nas l’assenza del marchio CE sugli occhialini. Sulle richieste avanzate dal Codacons si è pronunciato oggi il Consiglio Superiore di Sanità, che ha diffuso il proprio parere sull’utilizzo degli occhiali per la visione dei film in 3D. "Non sussistono controindicazioni cliniche all’utilizzo degli occhiali 3D per la visione di spettacoli cinematografici”, afferma il CSS nel documento, “purché condizionato a moderati periodi di tempo, da programmare prevedendo l’interruzione della proiezione del filmato proporzionalmente alla sua durata complessiva".

Per i bambini viene sconsigliato l’utilizzo sotto i sei anni perché "qualche disturbo di ordine funzionale, senza determinare danni o patologie irreversibili, può insorgere in soggetti di tenera età, sia perché ancora la visione binoculare non è presente o non è del tutto consolidata, sia perché essi possono essere affetti da strabismo o da ambliopia o da altro difetto visivo (diagnosticato o meno), sia perché possono trovarsi in fase di riabilitazione del visus". Questi disturbi, secondo gli esperti del Consiglio Superiore di Sanità, "possono riguardare anche gli adulti qualora lo spettacolo, osservato in stereopsi, si prolunghi per un tempo eccessivo senza interruzione di continuità". Nel parere si evidenzia anche che il rischio di infezioni batteriche e virali, legate all’utilizzazione inadeguata degli occhiali, "tende ad aumentare".

Paolo Protti, presidente Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici), ha prontamente ribattuto alle accuse del Codacons affermando che "la salute dei nostri clienti è il nostro primo impegno". Per quanto riguarda i bambini, ha spiegato che "già noi sconsigliavamo l’utilizzo ai minori di tre anni, ma stiamo comunque parlando di indicazioni". Mentre sui possibili danni degli occhiali 3D, Protti ha precisato che già da tempo sono stati acquisiti “pareri autorevoli di professori oftalmologi del tutto positivi riguardo l’utilizzo degli occhiali 3D. Mi sembra solo un eccesso di zelo tutto italiano questa vicenda, se si considera il solo fatto che sono ormai 14 milioni di italiani ad avere visto tra 2009 e 2010 un film tridimensionale".

In Francia, Germania, Inghilterra nessuno, per Protti, ha mai sollevato tutti questi problemi, che di fatto possono interessare soltanto “quelle persone che hanno disturbi di vista non ben corretti o latenti, cosa cha capita spesso ai bambini". Quanto all’assenza del marchio CE, il presidente Anec ribadisce che "non è affatto obbligatorio".

Nel frattempo, i Nas hanno già provveduto a sequestrare più di 7mila occhiali per la visione in 3D nei cinema. Da oggi, in conformità alle indicazioni del Consiglio Superiore di Sanita’, i Cc dei Nas verificheranno che i bambini sotto i sei anni non li usino. La conferma dei nuovi controlli é arrivata dal Comando dei Carabinieri della Salute.

 

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