29 Maggio 2018

Nel 2019 il Giro d’ Italia potrebbe partire da Marsiglia

 

ROMA – Dall’ Italia o dall’ estero? Il toto Giro d’ Italia 2019 è già cominciato. Come ogni anno, in concomitanza con la chiusura della corsa rosa – che a Roma ha incoronato per la prima volta Chris Froome tengono banco le anticipazioni sul Giro che verrà. Nel 2019 si rinnoverà la magia dell’ evento nazionalpopolare per antonomasia, che infiamma i cuori sulle strade italiane e non. E se l’ incantesimo della corsa rosa resta immutato, il percorso no. Le grandi decisioni sulla prossima corsa rosa verranno nei prossimi giorni, questa è la settimana delle scelte importanti e definitive. Il direttore del Giro d’ Italia Mauro Vegni, scioglierà infatti gli ultimi nodi legati alla grande partenza, attualmente in bilico fra Italia ed estero, ma non solo. Per molti media olandesi e francesi, il Giro 2019 di certo partirà da Marsiglia, magari dallo stadio Velodrome. La città francese è in pole position, ma non è detto che i rumors siano attendibili al 100 per cento. Perché nelle ultime ore si sono fatte spazio altre ipotesi piuttosto suggestive: la prima riguarda la città di Matera, scelta come capitale della cultura europea 2019; la seconda è Roma, con la quale esiste un accordo su base pluriennale. Partenza da Roma e arrivo a Milano, dopo es Sam Bennet, vincitore della tappa di Roma sere scesi fino al sud della Penisola, senza però sbarcare in Sicilia, pronta a tornare in lizza dal 2020, dopo due anni consecutivi di sfide sull’ Etna. Tantissime, come sempre, le città che hanno avanzato la propria candidatura. E se Matera non dovesse ospitare la grande partenza, sicuramente sarà sede di tappa, come non accade dal 2013. L’ anno prossimo tornerà la Puglia, con almeno un paio di tappe, dopo il ‘digiunò del 2018. E, risalendo lo Stivale, l’ elenco delle candidature diventa fitto. Gualdo Tadino vuole bissare l’ arrivo del 15 maggio scorso, ospitando un altro passaggio della carovana rosa, Ravenna è pronta a tornare, come lo sono Novi Ligure e Ivrea (Torino), per un tappa dedicata a Fausto Coppi nel centenario della sua nascita e a 70 anni dalla sua terza vittoria al Giro. Anche Faenza, con la via Emilia protagonista, tornerà in lizza. Verona ha chiesto di ospitare la partenza di una tappa, sempre in zona Arena, lo stesso vale per la città di Mantova. Il Giro 2019 si prevede ancora una volta con il naso all’ insu, come quello precedente. Roba per uomini forti. Torneranno le vette della Valtellina, su tutte il Mortirolo – che collega le province di Sondrio e Brescia – e lo Stelvio che, ancora una volta, sarà la Cima Coppi (meteo permettendo). Il Giro di Italia 2019 potrebbe varcare anche una seconda volta quota 2.700 metri, transitando sul Fraiteve, nel cuore del comprensorio sciistico della Via Lattea. Il sindaco di Sestriere, Valter Marin, alla vigilia di Pasqua, ha lanciato la proposta candidatura a Paolo Bellino, dg di Rcs Sport, la società che organizza il Giro. Sarebbe davvero bel colpo. LA DENUNCIA. Lo stop al Giro d’ Italia a causa delle buche presenti sull’ asfalto capitolino vale al Comune di Roma una nuova denuncia penale. Il Codacons ha presentato un esposto contro l’ amministra zione alla Procura, in cui si chiede di «aprire una indagine sull’ episodio alla luce dei possibili reati di omissione di atti d’ ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti e turbativa di competizione sportiva. Quanto avvenuto a Roma non solo ha regalato alla città e all’ Italia una figuraccia a livello mondiale, ma potrebbe addirittura configurare veri e propri illeciti spiega il presidente Carlo Rienzi – E’ evi dente infatti che l’ amministrazione non ha fatto abbastanza per garantire la regolarità della gara ma soprattutto la sicurezza dei ciclisti, i quali non ha caso hanno chiesto l’ interruzione della manifestazione sportiva. Non solo. Lo stop anticipato potrebbe aver influito sui risultati finali della gara con ripercussioni per gli scommettitori che ora potrebbero rivalersi sul Comune. Per tale motivo chiediamo alla magistratura di verificare se quanto accaduto possa configurare eventuali fattispecie come attentato alla sicurezza dei trasporti e omissioni di atti d’ ufficio, nonchè il reato di Turbativa nello svolgimento di competizioni agonistiche introdotto dalla Legge 401/89», conclude Rienzi.

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