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fonte:
- AGI
(AGI) – Trapani, 31 gen. – Raffica di parti civili nel processo che vede imputato dinanzi al Tribunale di Trapani l’imprenditore Paolo Genco, ex presidente dell’ente di formazione professionale Anfe. L’uomo e’ imputato assieme a Paola Tiziana Monachella, responsabile dell’Anfe di Castelvetrano, Aloisia Miceli, direttore amministrativo dell’ente, e Rosario Di Francesco, direttore della Logistica della delegazione regionale Sicilia Anfe. L’accusa e’ di truffa aggravata finalizzata all’indebita percezione di erogazioni pubbliche e in aula il giudice Oreste Marroccoli, dopo aver accolto la richiesta di costituzione di 96 parti civili, stamane ha ricevuto la richiesta di costituzione di altre 56 persone oltre al Codacons: in totale sarebbero 153 parti civili, composte da ex dipendenti, corsisti e altre persone coinvolte. In un procedimento a parte, iniziato stamane, viene invece processato l’imprenditore Baldassare Di Giovanni. L’inchiesta eseguita dalla Guardia di Finanza fu denominata “Dirty Training” e in seguito all’indagine Genco si dimise dalla presidenza dell’ente. Secondo l’accusa, rappresentata in aula dal pm Franco Belvisi, i due imprenditori (Genco e Di Giovanni) avrebbero percepito indebitamente tra il 2010 al 2013 contributi pubblici dalla Regione siciliana e dell’Ue per oltre 53 milioni di euro destinati alla formazione professionale. Genco, secondo gli inquirenti, avrebbe rendicontato costi per beni e servizi mai effettivamente forniti, in accordo con Di Giovanni, titolare delle due aziende “General Informatic Center” e della ” Coreplast”. I ricavi sarebbero serviti per acquistare gioielli, orologi, un’auto di grossa cilindrata e investimenti finanziari e immobiliari. Nelle prossime udienze verranno ricostruiti gli elementi cardine dell’indagine condotta dai finanzieri. (AGI) Tp2/Mrg
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