2 Gennaio 2018

FESTA CONTINUA ANCHE SE IL PAESE NON NE HA MOTIVO

Che strano il paese che accusa molti indicatori negativi ma, ciò nonostante, o forse proprio in virtù delle difficoltà e ristrettezze, non rinuncia ad allungare il passo. Le ultime previsioni annunciano anche una stangata sul prezzo dell’ ener gia, con rincari sia per la luce (5,2%) che per il gas (5%). Non favoriranno il ménage della famiglia media italiana, che va incontro a giorni non felici se è veritiera la fotografia che l’ Annuario Istat ci consegna. Scemano le nascite, che nel 2016 hanno registrato 12 mila culle in meno, con gravidanze ri mandate a età avanzata. Si innalzano le speranze di vita a 80,6 anni per gli uomini e a 85,1 per le donne, un calo demografico che ci condanna come uno dei paesi più vecchi del mondo. Il sogno per 6,4 milioni rimane quello di un posto di lavoro. La politica ci annoia ma ci martoria, ci terrorizzano l’ accanimento delle calamità naturali e l’ inquinamento. La famiglia, ancora di salvezza, si restringe sempre più. Prima o poi si resta soli, per scelta o necessità. I nuclei composti da single sono passati dal 20,5 % di vent’ anni fa al 31,6% di oggi. In città la vita costa 500 euro in più. E’ un quadro di incertezze, temperate dal fatto che, pur indicando una media, delineano una tendenza. A fronte delle quali come reagiscono gli italiani? Hanno una consapevolezza dei fenomeni in atto? O soltanto delle percezioni? E come reagiscono in occasione della festa? Una Indagine Confesercenti Swg conferma il quadro disegnato dall’ Annuario Istat per una ripresa della spesa per alberghi, viaggi e ristorazione. Per il cenone di San Silvestro il budget medio è di 116 euro a famiglia, il 13% in più rispetto al 2016, il più alto degli ultimi 5 anni, pari a quasi 3 miliardi di euro. In crescita anche vacanze e vacanzieri: 6,1 milioni passeranno l’ ultimo dell’ anno in viaggio, 1,4 milioni in più del 2016. Un investimento di 736 euro, il 3% in più dello scorso anno, per un totale di 4,4 miliardi di euro. Due sono i riti prevalsi anche quest’ anno. In primo luogo, il regalo, la strenna. Pare che abbiamo speso qualcosa come dieci miliardi, con un piccolo incremento del +2% rispetto al 2016, riservando l’ atten zione soprattutto per cibo, elettronica e hi -tech. Un rituale vivo, ma che ha mostrato una “vitale deriva”: in venti milioni abbiamo preferito riciclare i regali ricevuti. Nel 2016 erano stati 18 milioni (dati Codacons e Confcommercio). E a tavola? In particolare, sono stati spesi 2,2 miliardi di euro per i cibi e le bevande consumati tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale, che più di otto su dieci (82%) hanno trascorso a casa con parenti o amici. Ma dopo l’ abbuffata, anche qui il fenomeno di riflusso: gli avanzi li ricicla l’ 88%. Una crescente sensibilità verso la riduzione degli sprechi dettata da motivi economici, etici e ambientali? Solo il 7% ha dichiarato che non è avanzato niente, mentre il 2% ha donato in beneficenza gli avanzi, a fronte dell’ 1% che ha gettato nel bidone quel che restava sulla tavola; il resto è silenzio, nessuna risposta. Ammonta ad almeno mezzo miliardo il valore di cibi e bevande programmati e non consumati sulle tavole. Non anteponiamo il pessimismo della ragione all’ ottimismo della volontà. La festa ha da essere celebrazione e rituale di convivenza ed è anche naturale e giusto che allegria, spensieratezza, spirito e borsa aperti aiutino a esorcizzare gli anni di vacche magre. Che ci piaccia o meno il presepe, che a spingerci sia lo spirito religioso o quello laico, è sano e salutare che si riprenda il cammino della luce. Temiamo soltanto che l’ euforia eccessiva ci faccia dimenticare il reale che ci aspetta implacabile il primo gennaio.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this