27 Dicembre 2017

MONTE DEI PASCHI DI SIENA BANCHIERA ALL’IMPROVVISO

La professoressa Stefania Bariatti, neo presidente del Montepaschi, è abituata alle telefonate che possono cambiarti la vita professionale. Domenica 17 dicembre, alle 8 di sera, a poche ore dall’ assemblea per votare il nuovo consiglio della banca, riceve quella di Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del ministero dell’ Economia: le annuncia che è stata scelta dall’ azionista pubblico, socio al 68% di Mps, come nuovo numero uno al posto di Alessandro Falciai, autoesclusosi due giorni prima per il coinvolgimento nell’ inchiesta sui cantieri navali Mondomarine. La 61enne professoressa milanese, docente di diritto internazionale privato alla Statale nonché avvocato of counsel dello studio Chiomenti, era già nella lista del Tesoro per un secondo mandato nel board di Mps, dopo esservi entrata con la lista Falciai nel 2015. Ma la presidenza della banca più antica del mondo non è una poltrona alla quale si può dire di no, neanche se il compenso di 90 mila euro lordi l’ anno – che peraltro Bariatti ha appreso soltanto in assemblea, quando il rappresentante del Tesoro ha illustrato la proposta per le remunerazioni – non è che una frazione di quanto un avvocato d’ esperienza ottiene dall’ attività privata. Ma anche di questo non Bariatti non può farsi cruccio: nel Montepaschi vigilato speciale della Ue per via degli aiuti di Stato vale il tetto agli stipendi a non oltre 10 volte quello medio dei dipendenti, quindi 466 mila euro lordi per il ceo Marco Morelli, e da lì a scendere. Una telefonata altrettanto importante la ricevette nel novembre 2014: Gianni Letta, per conto di Forza Italia, le comunicava che era stata proposta come candidato giudice della Corte Costituzionale nell’ ambito di un accordo tra gli azzurri e il Partito Democratico. Ma la sua nomina saltò per le assenze degli stessi forzisti. Lei la prese con ironia: «Sarà stata colpa della bomba d’ acqua», disse al Corriere della Sera , imputando a un improvviso nubifragio le defezioni. Una risposta che dà la cifra del personaggio. E due candidature che danno il peso di una professionista poco davanti ai riflettori ma che da oltre vent’ anni, come avvocato esperto di antitrust, segue le partite più delicate della finanza italiana: le fusioni bancarie, l’ ingresso di Telco in Telecom (sarà poi candidata, non eletta, di Telco nel gruppo di tlc), la difesa antitrust di Mediaset – suo cliente storico – sui diritti del calcio e sulla fusione Ei Towers-Dmt, il riassetto Pirelli con Rosneft e poi ChemChina. Insomma il curriculum per diventare numero uno di Mps – e venire accettata dalla Bce – c’ è, compresa l’ esperienza internazionale presso il Parlamento Ue e la Commissione europea, da ultimo per la riforma delle procedure d’ insolvenza nella Ue. E dire che non nasce come avvocato ma come giurista. Dopo la laurea nel 1979 diventa ordinario di diritto dell’ Unione europea a Sassari, poi torna a Milano, prima in Bicocca, poi nel 2002 in Statale. Nello stesso anno entra nello studio Chiomenti di cui diventa responsabile del dipartimento antitrust e partner. La svolta arriva con la legge sulle quote rosa. Nel 2013 lascia la partnership in Chiomenti ed entra nel board di Astm, la società autostradale del gruppo Gavio; tre mesi dopo diventa presidente di Sias, l’ altra controllata di Gavio, carica che manterrà (c’ è il precedente proprio di Astm, al cui vertice c’ è il numero uno di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro). E non teme le accuse del Codacons di essere in conflitto d’ interessi. Anche dal punto di vista politico Bariatti ha un profilo «bipartisan», che lei pure respinge: «Non devo rappresentare nessuna parte politica, io faccio l’ avvocato», sebbene non faccia mistero delle sue idee. A Milano ha fatto campagna per il «Sì» al referendum costituzionale del dicembre 2016, ha appoggiato la sua amica e collega Marilisa D’ Amico nelle battaglie sui diritti civili, ha sostenuto il sindaco Giuseppe Sala, milita nel Circolo della Pallacorda, un cenacolo del Pd renziano. I primi auguri pubblici da un esponente del governo le sono arrivati via Twitter da Ivan Scalfarotto, viceministro allo Sviluppo economico, con il quale si è battuta per la legge sulle unioni civili: «Una grande competenza e squisite doti umane al servizio di una grande responsabilità». Venerdì 22 ha tenuto il primo consiglio di Mps da numero uno. Adesso dovrà firmare l’ ennesimo bilancio in rosso per miliardi e concentrarsi sulla ristrutturazione: «Ce la metteremo tutta per la realizzazione del piano, pur con le difficoltà che Morelli non ha nascosto», sono state le sue prima parole.

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