26 Ottobre 2017

Non è un tema nuovo quello relativo alla fusione dei Comuni. Era stata Rete civica, infatti, ad avanzare una proposta e nel gennaio 2016, l’ associazione presieduta da Diego Brancia era passata alle vie di fatto, inviando ai sindaci di 13 comuni (Vibo, Pizzo, Mileto, Maierato, Jonadi, San Gregorio d’ Ippona, Sant’ Onofrio, San Costantino Calabro, Filandari, Briatico, Filogaso, Stefanaconi, Cessaniti) una «proposta di fusione per la nascita di un nuovo grande ente locale» che sarebbe stato formato da 87mila abitanti. Su questa scia, nel gennaio successivo era lo stesso Lo Schiavo a rilanciare l’ idea e, neanche un mese dopo, una proposta arrivava da Lamezia Terme, con il consigliere Salvatore De Biase che invitava a riflettere sulla creazione di una grande realtà urbana di 105mila abitanti unendo Vibo e Lamezia. Ergo, più idee che oggi tornano di attualità con la proposta dei Progressisti, sulla quale il legale del Codacons Claudio Cricenti ha già espresso il suo plauso. «Siamo in un territorio – spiega – in cui le istituzioni e i cittadini devono necessariamente operare un’ analisi critica introspettiva e individuare soluzioni» e in questa direzione il suo è un invito alla partecipazione nel nome del bene comune e ad avviare un confronto pubblico. «Solo attraverso la fusione tra Comuni si potrà pensare che servizi fondamentali – quali ad esempio quello socio-sanitario, ma anche quello inerente la gestione di settori, quali quello dei rifiuti, il turismo, l’ agricoltura e non da ultimo il sistema idrico – potranno realmente assicurare agli utenti un’ utilità ed una qualità a cui gli stessi hanno diritto e che ancora oggi purtroppo sono rimasti irrealizzati». (s.m.)

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