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fonte:
- Lastampa.it
Sali in treno. E’ un giorno come un altro. Pensi alle cose da fare, alle telefonate, alle mail, ai bambini, ai vecchi che ti porti dietro per un viaggio uguale a tutti quelli che hai fatto prima. Subito dopo Firenze, verso Milano, comincia la solita galleria. Guardi per caso fuori dal finestrino. Vedi il buio. Le piccole luci distanziate di segnalazione lo bucano a tratti. Ah. Ti appoggi al sedile. Di colpo, il buio ti cade addosso. L’ aria condizionata muore. All’ inizio, nel vagone buio, immagino che nessuno ci abbia fatto troppo caso. La solita sosta imprevista. Tra un po’ si riparte. Invece niente. C’ è un racconto famoso. L’ ha scritto Friedrich Durrenmatt, è uscito nel 1952. Si chiama “Tunnel”. Uno studente sale sul solito treno per l’ università, il treno entra nella solita galleria. Ma la galleria non finisce. La galleria continua. Continua all’ infinito. Il capotreno, interrogato, nulla sa. I viaggiatori, fiduciosi oppure decisi a non vedere il pericolo, restano calmissimi, seduti ai loro posti. Solo lo studente capisce. L’ ansia gli monta dentro la pancia, dentro la gola. Il capotreno lo porta fino nel locomotore. E’ deserto. “Il macchinista e l’ aiuto si sono buttati giù dal treno in corsa dopo i primi cinque minuti che eravamo dentro la galleria” dice il capotreno. Il terrore agguanta lo studente. Il treno corre. Corre. E corre. Sempre più veloce. Sempre più inclinato. Finchè non sprofonda nell’ abisso. Treno 9514 Salerno-Milano. Galleria tra Castello e San Piero a Sieve. Mattina del 17 luglio. Partenza da Firenze: ore 10. Arresto in galleria: ore 10.20. Arrivo, trainato dal locomotore di soccorso , in stazione ,di nuovo a Firenze: ore 13.30. L’ incubo di restare 3 ore prigionieri dentro la notte è toccato a centinaia di persone. Qualcuno ha aperto le porte. Qualcuno, per respirare, è sceso a riempirsi i polmoni dell’ aria mefitica della galleria. Una signora è svenuta. Un medico che era sul treno ha fatto parecchi interventi. Trenitalia ha detto che avrebbe rimborsato il biglietto. Punto. Codacons annuncia battaglia. Punto. Domanda: basta rimborsare il biglietto? O forse si potrebbero trovare i responsabili e le ragioni operative che hanno rinchiuso centinaia di persone dentro le carrozze come se fossero casse da morto? E creare un protocollo più efficace? Non sono troppe, 3 ore, per rimorchiare un treno Freccia Rossa dentro una stazione che dista 20 minuti?
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