21 Febbraio 2014

2013 anno nero per l’ industria: fatturato -3,8%, ordinativi -1,3%

2013 anno nero per l’ industria: fatturato -3,8%, ordinativi -1,3%

LA CRISI ROMA L’ ottimismo è durato poco, meno di un mese. Dopo i dati positivi di novembre su fatturato e ordinativi dell’ industria, i risultati di dicembre purtroppo rientrano in territorio negativo. Il giro di affari si è contratto dello 0,3% rispetto a novembre (-0,6% rispetto a dicembre 2012), mentre le commesse sono calate del 4,9% rispetto al mese precedente (+1,9% su anno). Insomma una vera doccia fredda che fa capire come sia poco opportuno esultare – come invece fece il governo Letta il mese scorso – di fronte a singoli dati positivi evidentemente non sempre indicativi di una tendenza o di una svolta. I risultati di dicembre consentono di chiudere il bilancio dell’ intero 2013, un anno che si conferma tra i più difficili per il sistema industriale italiano, con un fatturato che ha perso complessivamente il 3,8%, e un calo degli ordini dell’ 1,3% (che vanno ad aggiungersi al -3% per la produzione certificato una decina di giorni fa dall’ Istat). A determinare risultati così negativi è stato il pessimo andamento del mercato interno (fatturato -6,1%, ordini -3,5%). Si è salvato solo chi ha puntato sull’ estero (fatturato +1,5%, ordini +2%). È la dimostrazione – sottolineano le associazioni dei consumatori – che se non si fanno politiche economiche a favore delle famiglie, la ripresa non può arrivare. «Se le famiglie non comprano, le imprese non vendono» dice il Codacons. Dal canto loro le imprese non sembrano stupite più di tanto dai risultati di dicembre. La Confindustria già il mese scorso – a costo di innescare altre polemiche con il governo Letta – si era mostrata cauta sul significato del ritorno di quei segni più rilevati dall’ Istat. E appena l’ altro giorno, il centro studi di viale dell’ Astronomia, metteva in guardia da una ripresa «lentissima» e «contrassegnata da scivoloni all’ indietro». Ieri Squinzi lo ha ribadito: «Il Paese è stremato da una crisi che sta durando ormai da sei anni, ed ha bisogno di uscirne il prima possibile». Per riuscirci occorre rimettere al centro la politica industriale e le riforme per la competitività. L’ EXPORT TRABALLA A rendere ancor più preoccupanti i dati di dicembre è la performance sui mercati esteri. Rispetto a novembre il giro d’ affari è salito dello 0,3% sul mercato interno ma è diminuito dell’ 1,4% per le vendite oltreconfine. Per gli ordini è andata ancora peggio con una debacle su tutta la linea: sono calati (e molto) quelli interni (-6,4%), e anche quelli provenienti dall’ estero hanno innescato la retromarcia (-2,6%). Di fatto a dicembre tutti i settori sono stati penalizzati, ad eccezione dei prodotti farmaceutici (+18,4% fatturato, +17,1% le commesse) e di uno dei fiori all’ occhiello del Made in Italy, il tessile-abbigliamento (+3,9% in ricavi e +12,7% in ordini). Molto male per il comparto dei macchinari e dell’ energia. Gi.Fr. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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