5 Gennaio 2007

2006: il petrolio spinge l`inflazione al 2,1 per cento

2006: il petrolio spinge l`inflazione al 2,1 per cento
Continuano a pesare i costi dell`energia, ma le previsioni per quest`anno sono al ribasso


PREZZI Sul fronte del carovita il 2006 chiude leggermente sopra il 2%. Secondo l`Istat, infatti, il tasso medio annuo d`inflazione si attesta al 2,1% contro il 2% di inflazione programmata fissato nel Dpef, in rialzo contenuto sul 2005 quando la media fu del- l`1,9%. Ancora caute le previsioni per il 2007, da cui gli analisti attendono un rallentamento all`1,8-1,9%, benché pesino le incognite legate al petrolio e ai rincari di tariffe ferroviarie e ticket sanitari. Sul dato complessivo ha influito anche la lieve accelerazione di dicembre, con una variazione dello 0,1% rispetto a novembre e un incremento dell`1,9% nei confronti dello stesso mese dell`anno precedente. Un risultato che, secondo i dati provvisori dell`Istat, segue all`incremento dei servizi bancari e del tempo libero, solo parzialmente contenuto dalla frenata dei beni energetici, alimentari e farmaceutici. I prezzi dell`energia registrano infatti un calo dello 0,1% su novembre, pur mantenendo a livello tendenziale una crescita pari al 4,4%: per quanto riguarda la componente regolamentata (tariffe) si rileva un incremento tendenziale del 9,8%, mentre il dato relativo alla componente non regolamentata è pari allo 0,2%. Più in dettaglio, il prezzo della benzina verde è sceso dello 0,1% su novembre e dello 0,2% su dicembre 2005, mentre quello del gasolio è stabile a dicembre su novembre e scende dello 0,3% rispetto a dicembre 2005. Per quanto riguarda invece i servizi finanziari, l`Istat segnala una crescita congiunturale dello 0,3% e tendenziale dell`1,1%. Nel comparto alimentare, dopo mesi di accelerazione, a dicembre c`è stato un lieve rallentamento e la crescita tendenziale è stata del 2,7% contro il 2,9% di novembre, mentre l`aumento congiunturale, in tempi di pranzi natalizi e cenoni, è stato dello 0,2%. Un effetto di contenimento dell`inflazione è arrivato anche dai medicinali, dove si registra un calo tendenziale del 9,6%, e dagli apparecchi telefonici, con una diminuzione del 3,8% su base mensile e del 22% sull`anno. Il capitolo che su scala congiunturale ha invece registrato il maggiore aumento è quello relativo a ricreazione spettacoli e cultura (più 0,4%), dato stagionale legato all`aumento dei prezzi dei pacchetti vacanze (più 1,9%) e dei servizi culturali (più 2,3%), in cui rientrano voci come i parchi di divertimento ed gli impianti di risalita per lo sci. Dati di fronte ai quali Confcommercio parla di “sostanziale stabilità dei prezzi, nonostante le tensioni che si sono registrate in alcuni mesi sul versante delle materie prime energetiche“. Stessa precisazione anche da Confesercenti, secondo cui è “urgente la riduzione delle accise sui carburanti“. Molto polemiche, invece, le associazioni dei consumatori. “Risultano incomprensibili dati inflattivi così bassi, in un anno caratterizzato da incrementi dei prezzi e delle tariffe energetiche, e da aumenti importanti per prodotti alimentari, affitti e mutui“ sottolinea Federconsumatori. Di dati “ridicoli“ parla anche il Codacons, che rileva una contraddizione con i dati diffusi dall`Istat pochi giorni fa, secondo cui in Italia il 14,7% delle famiglie italiane “arriva con molta difficoltà alla fine del mese“. Per l`Adiconsum, infine, “l`aumento dell`inflazione nel mese di dicembre rischia di essere solo l`inizio di una sua ripresa significativa già a partire dal prossimo mese di gennaio“.

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